martedì 25 dicembre 2012

N. di Stephen King

Uno psicologo si lascia coinvolgere nel mondo irrazionale e apocalittico di “N.”, paziente affetto da disturbo ossessivo-compulsivo che muore suicida tormentato dalle proprie fissazioni. Tutto ruota intorno a un misterioso cerchio di megaliti nei pressi di una cittadina del Maine, punto focale di avvenimenti che trascineranno il medico, e altri dopo di lui, nella medesima follia.

Non sono molto pratica di grafic novel, ma non mi sarei persa "N." per niente al mondo. Stephen King (o Steve-o) è sempre il nostro Grande Maestro, e, anche se negli ultimi anni ho un po' latitato nella lettura dei suoi romanzi, posso dire di aver letto almeno l'80% delle sue pubblicazioni e sicuramente le più storiche e riuscite (IT, Stagioni diverse, L'ombra dello scorpione... sono tra i miei preferiti).
Mi sono approciata a "N." con curiosità e un filo di pregiudizio: la scrittura di King è visionaria ma la sua dote più grande per me è la capacità di entrare nella mente dei suoi personaggi e riuscire a trasmettere le loro follie quotidiane sulla carta con una naturalezza e profondità a volte sconcertanti. Quasi tutte le trasposizioni delle storie di King in pellicola ad esempio (fatto salvo per Shining) non mi hanno entusiasmato, e quindi non ero convinta che una grafic novel potesse rendere onore al merito dello scrittore del Maine.
Invece tanto di cappello all'illustratore (Alex Maleev) che ha saputo rendere benissimo l'angoscia che permea tutta la storia con tramonti incendiati e cupi, e che ha modificato via via l'espressione del viso del protagonista (il primo, quello che va dallo psicologo) come se fosse pongo modellabile, arricchendolo di molte sfumature emotive. 

lunedì 17 dicembre 2012

IL DARDO E LA ROSA di Jacqueline Carey

Terre D'Ange: un regno fondato dagli angeli e popolato da individui in cui una bellezza mirabile si accompagna a un'incondizionata libertà fisica e mentale. Un unico precetto guida infatti le Tredici Case che lo dominano: Ama a tuo piacimento. Destinata sin dalla tenera età a servire in una delle Case, Phèdre è nata con una piccola macchia scarlatta nell'occhio sinistro. Per molti, un difetto irrimediabile. Per altri, un segno rarissimo e sconvolgente: il Dardo di Kushiel, il marchio che contraddistingue le "anguissette", coloro che possono mescolare la sofferenza e il piacere per natura e non per costrizione. Ma quando il nobile Delaunay la riscatta, il futuro di Phèdre si apre verso l'ignoto: non consumerà i suoi giorni come perfetta cortigiana, diventerà una spia. Il regno di Terre d'Ange, infatti, è inquieto e agitato, e Delaunay vuole scoprire chi sta tramando nell'ombra... Un'eroina conturbante, una saga animata da poeti e cortigiani, regine e sacerdoti guerrieri, principi e vagabondi; un'epopea immersa in un'atmosfera che ricorda "Le mille e una notte" e che si snoda fra intrighi di corte e relazioni pericolose, viaggi e rivelazioni. 

Mancavo da tanto tempo da questo blog perché avevo un bel malloppone da leggere. Acquistato quasi per caso in una libreria di Firenze grazie ad alcuni commenti entusiastici trovati in rete, "Il dardo e la rosa" di Jacqueline Carey mi ha preso subito per la storia particolare e per questa dimensione medieval/rinascimentale che combina un'atmosfera da boudoir francese con l'epica e l'onore cavallereschi.
Il libro - quasi 900 pagine fitte fitte, una specie di Bibbia, ed è solo il primo di una saga! - non è tutto oro che luccica (data la mole ad esempio il ritmo a volte scende a picco per diverse decine di pagine e le storie narrate a volte risultano poco credibili o coinvolgono meno di altre) tuttavia regala una buona e piacevole lettura. Nel complesso si può dire che funziona, è ben scritto (con uno stile classico europeo, più che americano, ovvero con un'eleganza e cura delle parole, anche se privo di voli pindarici o di particolare poesia, se non nei dialoghi) e diversi elementi di originalità:
  • innanzitutto l'invenzione delle Terre d'Ange, questo mondo paradisiaco dove tutti sono bellissimi e la legge-religione invita ad "amare a tuo piacimento"; 
  • la protagonista, Phèdre, serva ma padrona in qualche modo delle sue scelte, dotata dell'arte di accondiscendere e di provare piacere nel dolore ma incapace di infliggerlo agli altri, bellissima ma piccola e fragile; 

giovedì 29 novembre 2012

SHADOWHUNTERS. La città delle anime perdute

Lilith, madre di tutti i demoni, è stata distrutta. Ma quando gli Shadowhunters arrivano a liberare Jace, che lei teneva prigioniero, trovano soltanto sangue e vetri fracassati. E non è scomparso solo il ragazzo che Clary ama, ma anche quello che odia, suo fratello Sebastian, il figlio di Valentine. Un figlio determinato a riuscire dove il padre ha fallito e pronto a tutto per annientare gli Shadowhunters. La potente magia del Conclave non riesce a localizzare né l'uno né l'altro, ma Jace non può stare lontano da Clary. Quando si ritrovano, però, Clary scopre che il ragazzo non è più la persona di cui si era innamorata: in punto di morte Lilith lo ha legato per sempre a Sebastian, rendendolo un fedele servitore del male. Purtroppo non è possibile uccidere uno senza distruggere anche l'altro. A chi spetterà il compito di preservare il futuro degli Shadowhunters, mentre Clary sprofonda in un'oscura furia che mira a scongiurare a ogni costo la morte di Jace? Amore. Peccato. Salvezza. Morte. Quale prezzo è troppo alto per l'amore? Di chi ci si può fidare, quando peccato e salvezza coincidono? Ma soprattutto: si possono reclamare le anime perdute? 


Cassandra Clare ce l'ha fatta di nuovo. Dopo 5 puntate mi aspettavo che questa ennesima uscita della saga Shadowhunters sapesse un po' di già visto, che la scrittura fosse un po' stanca. In effetti non rifulge di luce propria come i primi capitoli, ma luccica a sufficienza per valer bene l'acquisto e la lettura.
Dopo un inizio un po' lento, dovuto soprattutto a una situazione statica che fatica a prendere una direzione, la storia schizza a grande velocità, con dialoghi sempre molto efficaci, fulminanti, e descrizioni brevissime, flash che servono solo a dare i giusti riferimenti per collocare le vicende dei protagonisti.
La Clare ha una scrittura completamente al servizio della storia, talmente misurata, da diventare invisibile. Da una parte ha il pregio di esaltare la trama, dall'altro ha il difetto che, sparendo, non lascia spazio a riflessioni, a momenti di puro piacere estetico legato alla scelta della parola e all'armonia dello stile. Si dice che così dovrebbere essere un buon libro di genere, ma a volte a me piace fermarmi e gustare in bocca con lentezza la frase ben composta, l'eleganza di una parola, la genialità di un accostamento. Con la Clare questo non succede: si è sempre dentro alla vicenda, vicino ai protagonisti, ignari dei propri occhi che scorrono la pagina, frenetici.
Gli ingredienti che funzionano nei suoi romanzi sono la capacità di dosare sapientamente il ritmo, alimentandolo costantemente con suspence e dialoghi ben cesellati; e un'immaginazione sconfinata, visionaria, come ad esempio nella scelta del finale - il dono di Sebastian, che qui non rivelo per non spoilerare, davvero efficace e disturbante, come doveva essere.

martedì 20 novembre 2012

SEVERINA di Rodrigo Rey Rosa

Un giovane libraio, aspirante scrittore, sorprende una ragazza di singolare bellezza a rubare libri raffinati e andarsene dribblando abilmente la barriera antitaccheggio. Non la ferma, si limita ad annotare i titoli sottratti, sperando che lei torni per una delle letture di poesia che organizza con i suoi soci, tutti ferventi bibliofili. Presto la potenziale nemica diventa la sua ossessione sentimentale: le parla, la segue, la bacia dopo una perquisizione tra gli scaffali, consenziente e carica di valenze erotiche. Nonostante cerchi di ricostruirne la personalità attraverso il catalogo delle sue scelte come lettrice, sulla vita della sfuggente Severina scopre poco: abita in una pensione con quello che sembra l'anziano padre, il quale legge con lei tutti i libri prelevati nelle librerie e paga il conto quando i proprietari lo reclamano. Tra le pagine dell'esistenza di Severina si cela un mistero. 

Mi sono presa una boccata di aria fresca con un libro che non ha nulla a che vedere con il fantasy, ma che mi ha intrigato subito per la storia. Si intitola "Severina", e, come dice l'astuta quarta di copertina, "E' la storia romantica dell'amore di un libraio per una ladra di libri". Peccato che la storia di romantico abbia davvero poco, che il lettore non sia affascinato nè dal protagonista maschile che di fatto racconta la vicenda- un libraio disincatato, che, nonostante lo sbandieri, non sembra davvero affascinato dai libri o dalle storie che raccontano - nè dalla sua comprimaria donna - la "musa" che diventa l'ago della bilancia del libraio che per lei decide di vendere la sua quota della libreria e dedicarsi a un'esistenza errante contrassegnata dai furti di libri per lei.
Il libro prometteva bene, con un inizio vivace, ma la semplicità della trama e della scrittura - periodi brevi, poche riflessioni, poche aggettivazioni... - mi hanno lasciato davvero poco.
C'erano degli spunti bellissimi a livello narrativo, la teoria ad esempio che stava dietro alle ragioni per cui Ana Severina rubava i libri; la figura di Blanco, lo zio-padre ossessionato dai libri; il rapporto tra il protagonista e un collega libraio marocchino... Ma che sono rimasti solo abbozzati. 
Il romanzo ha diverse parti fumose, rallentate, che aggiungono poco alla trama - ad esempio tutta la vicenda della pensione Carlos, il trasferimento del libraio... - e altre che invece sarebbero dovute essere approfondite. E i dialoghi sono spesso freddi e inconcludenti.
Serviva più poesia, più colore, più emozione.
Salverei due scene di "Severina": quella in cui il protagonista libraio perquisisce la ladra, dietro sua accettazione -una scena che ha una tensione narrativa ed erotica potente; e la scena in cui viene sepolto Blanco - lo strappo dei capelli di Severina è un'immagine meravigliosa, che occhieggia al realismo magico sudamericano e che giustamente viene ripresa in chiusura di libro.
Quello di Rey Rosa è più un racconto lungo che un romanzo breve, ma sarebbe davvero potuta diventare una Storia con la S maiuscola se fosse stata più lavorata. Ho anche delle perplessità sulla traduzione, perché ogni tanto la lingua "stride", e pecca di freddezza chirurgica. Non so se è un riflesso voluto.

Giudizio da 0 a 5: 3 e mezzo (per la trama).
Consigliato a chi: vuole una lettura poco impegnativa, ama la letteratura sudamericana.
Potresti leggere anche: Donne dagli occhi grandi di Angeles Mastretta.
Curiosità: Bolano incensa l'autore con questa frase: "In Guatemala ci sono una miseria e una violenza da far rizzare i capelli in testa. Nessuno dovrebbe scrivere, dovrebbero essere tutti analfabeti. Eppure ogni trenta o quarant’anni salta fuori uno scrittore straordinario: Miguel Ángel Asturias, Arturo Monterroso, Rodrigo Rey Rosa".

lunedì 12 novembre 2012

SERAPHINA. La ragazza con il cuore di drago di Rachel Hartman

Nei secoli un odio profondo ha diviso il lontano regno di Goredd, un odio sfociato nella più sanguinosa delle guerre: quella tra gli uomini e i draghi. Oggi, la guerra è finita e i vecchi nemici convivono pacificamente da quarant'anni. Ma tanti anni di pace non sono bastati a cancellare il passato e gli uomini non riescono ancora a fidarsi dei draghi che, sotto false sembianze, frequentano la corte e l'università. Così, mentre il quarantesimo anniversario della tregua si avvicina, le tensioni nel regno aumentano. Ogni giorno di più. Seraphina Dombegh è terribilmente spaventata: bella, giovane e piena di talento, lavora a corte come musicista quando un membro della famiglia reale viene assassinato. E le accuse ricadono su un drago. Preoccupata per il futuro del regno, e per la sua stessa vita, Seraphina inizia a indagare, attirando l'attenzione del Capo della Guardia, l'affascinante principe Lucian Kiggs. Presto i due si ritrovano coinvolti in un misterioso complotto per distruggere la pace, uniti da un sentimento che non riescono a controllare. Ma Seraphina dovrà lottare contro se stessa per soffocare quell'amore appena nato. Perché nel suo passato si nasconde un segreto. Un segreto che per nessun motivo al mondo deve essere svelato. Un segreto così terribile che potrebbe distruggere Goredd. Per sempre. 

Non leggevo un fantasy vero da quando ero ragazzina, ma Seraphina mi attirava. Il merito è stato un po' della copertina, davvero originale, con la verniciatura sulla parte del vestito che ricorda le squame del drago; un po'dei rumors che accompagnavano l'uscita del libro.
Fin da subito la lettura fa sognare, proiettandoti in un mondo altro, dove gli umani, grazie a un trattato di pace, convivono con i draghi che hanno smesso di combatterli - e mangiarli - quando hanno capito che avevano qualcosa che a loro mancava: la conoscenza.
Per amore del sapere i draghi si trasformano in saarantras, assumendo sembianze umane; sopportano di provare veramente delle emozioni, e di scombinare un po' l'ordine (ard) della loro mente, così disciplinatamente custodito.
Ma c'è qualcuno che lavora sotto, che vuole alterare questa pace e riportare alla guerra tra le due razze, all'odio, alla dragomachia.
L'unica persona in grado di fermare queste spinte alla rivolta è Seraphina, metà drago e metà donna, eredità presa dalla madre drago e dal padre umano. Phina ha sempre dovuto nascondere questa sua natura, perché i mezzosangue sono addidati da tutti a mostruosità che neppure dovrebbero esistere. Eppure lei esiste, e, nonostante gli avvisi di suo padre, suo malgrado si fa notare: per il coraggio e per quel suo modo celestiale di sognare, che commuove gli animi.

martedì 6 novembre 2012

FRAGILITY di Rebecca Maizel

Miracolosamente sopravvissuta al rituale con cui ha ridato la mortalità all'amico Vicken, Lenah torna al campus di Wickham. Vuole riprendere in mano la sua vita da adolescente insieme con il fidanzato Justin e dimenticare il passato, i cinquecento anni trascorsi come Regina della Congrega dei vampiri di Hathersage. Ma al campus due sorprese la attendono: una spietata vampira pronta a tutto pur di apprendere il segreto del rituale, e Rhode. Il grande amore di Lenah è ancora vivo, ed è umano, proprio come lei. 

Ritornare a leggere una storia di vampiri è stato davvero come tornare a casa. Dopo una scorpacciata fino alla nausea di qualche anno fa, e soprattutto non trovando nulla più di nuovo o che valesse la pena sui non-morti, avevo deciso di abbandonare quella categoria per avvicinarmi ad altri paranormal: angeli, spiriti, zombie, persino cavalli infernali, nell'ultimo meraviglioso La corsa delle onde di Maggie Stiefvater. 
Poi è uscito Fragility di Rebecca Maizel, a poco più di due anni di distanza dal primo libro della saga, Eternity, che tanto avevo apprezzato. E così non ho esitato a rituffarmi in quel mondo. 
Ricordavo poco della trama, purtroppo - non avevo voglia di riprendere in mano il primo capitolo della saga - ma ho subito riconosciuto le qualità del libro che avevo amato: i due piani temporali incrociati (il quotidiano con il passato, soprattutto Medioevo e Settecento, due periodi che mi affascinano molto) ben dosati e ben evocati (soprattutto i periodi pià antichi); una storia romantica ma mai sdolcinata; una protagonista decisa e coraggiosa, che non presta il fianco a paranoie o a paure adolescenziali (anche perché è un ex vampiro spietatissimo!); una scrittura piana ma al contempo "adulta" e con una eleganza di stile che dona piacevolezza nella lettura.

sabato 3 novembre 2012

COSE CHE IL BUIO MI DICE di Carolyn Jess-Cooke



Alex ha dieci anni e vive a Belfast in una casa fredda e spoglia con la sua giovane madre, una donna precipitata da tempo negli abissi di una grave depressione. Alex è un bambino solo ma ha un amico speciale. Ruen. che nessun altro può vedere e che si manifesta sotto forme diverse e quasi mai rassicuranti. Ruen spesso lo aiuta, ma a volte gli chiede anche di fare cose cattive. Anya è una psichiatra infantile. La sua è una professione molto dura, soprattutto per chi come lei ha perso una figlia in circostanze oscure. Anya è incaricata di occuparsi del caso di Alex. Perché Alex dice di parlare e interagire con misteriose presenze che si manifestano soltanto a lui. E perché dopo il tentato suicidio della madre il bambino è rimasto solo. Sulla psichiatra e sul suo giovane paziente incombe lo stesso destino. Ruen infatti ha chiesto ad Alex di fare qualcosa di sconvolgente. Qualcosa che Alex, stavolta, non vuole fare... 

Si può scrivere un thriller senza suspense e senza scatenare nemmeno un briciolo di paura, un fantasy senza inserire elementi soprannaturali, addentrandosi nei meandri della psiche e riuscendo a comporre comunque un romanzo vincente?
Carolyn Jess-Cooke, già autrice di “I diari dell’angelo custode” ci è riuscita, e quando rivedeva le bozze di questo libro molto particolare era pure incinta di 9 mesi! Impresa a parte, il libro si legge nonostante non abbia ritmi super accelerati, e nonostante manchi (finalmente) di una storia d’amore reale.
Con “Cose che il buio mi dice” il lettore è sempre sull’orlo della verosimiglianza, indeciso se credere o non credere, cercando appigli per abbracciare la realtà, o segnali per cedere all’incubo.
Il racconto procede a due voci, quella di Alex, undici anni, bambino che vive, orfano di padre, con la madre dal precario equilibrio psicofisico e già aspirante suicida; e quella di Anya, la sua psichiatra, che ha perso da poco tempo la figlia Poppy tredicenne e che sopravvive con l’ombra della sua presenza.
Alex dalla morte del padre ha un amico “immaginario” (forse), Ruen, demone erpicatore che gli dice cosa dire e cosa fare e sul quale ha riposto la sua fiducia; Anya crede di sentire, ogni tanto, la musica che suonava la sua Poppy prima di buttarsi dal balcone.
I due abissi della loro sofferenza e del loro immaginario si parlano, si riconoscono nel loro lato irrazionale, nel richiamo che entrambi hanno verso la morte.

martedì 23 ottobre 2012

LA CORSA DELLE ONDE di Maggie Stiefvater

Succede ogni autunno, sull'isola di Thisby. Dalle gelide acque dell'oceano si spingono a riva i cavalli d'acqua, creature affascinanti e crudeli che gli abitanti catturano per montarli nella Corsa dello Scorpione. Il vincitore guadagnerà fama e denaro, i meno fortunati incontreranno la morte. Ma qualcosa cambia quando alla gara si iscrive Kate Connolly, capelli rossi e tempra di ferro. Kate è determinata a correre con la sua cavalla Dove, sfidando usanze secolari che vogliono solo concorrenti maschi e nessun cavallo ordinario. Certo, non ha molte possibilità contro Scan Kendrick, diciannove anni, il favorito, esperto domatore di cavalli. Nessuno dei due è preparato a ciò che sta per succedere, perché quest'anno la Corsa dello Scorpione non sarà solo questione di gloria e denaro, ma di amore e destino. 

Un'isola selvaggia sferzata dal vento. Due protagonisti nati di fronte all'infinito orizzonte e forgiati nell'inferno che si agita sotto la superficie del mare: duri, audaci, di poche parole. Una storia d'amore delicata e intensa che si muove in punta di piedi sui silenzi, sugli sguardi, su attenzioni rubate. Un elemento soprannaturale che occhieggia al mito e alla poesia, per poi diventare altro.
Questi gli ingredienti del meraviglioso romanzo autoconclusivo La corsa delle onde di Maggie Stiefvater, che avevo già conosciuto con Shiver (primo libro di una saga che non ho continuato a leggere perché un po' troppo adolescenziale) e che mi ha letteralmente incantato. Pagine che rasentano la perfezione (non fosse per i diversi refusi riscontrati), immagini che ti entrano dentro, e una storia semplice ma al contempo originalissima.
Devo dire che la presentazione in quarta di copertina e sulle alette non mi aveva attratta: la descrizione della trama non rende giustizia alla potenza della scrittura. I cavalli poi, al di là di un po' di simpatia, non mi ispiravano. Ma c'è da dire che l'elemento soprannaturale - i capall uisce, cavalli d'acqua -  in questo libro è quasi un superfluo, è tutto il resto che domina, che funziona, ammaliando il lettore, soprattutto l'isola, che sembra palpitare, sussurrare attraverso le pagine, e invitarti a vederla davvero.

mercoledì 17 ottobre 2012

IL PIACERE DEGLI UOMINI di Kate Williams

Londra, 1840. Catherine Sorgeiul, una ragazza di diciannove anni, fragile e con un passato familiare misterioso, vive in totale isolamento e solitudine con uno zio eccentrico nel quartiere popolare e degradato di Spitalfields. Quando una serie di orribili delitti di giovani donne travolge l'East End, a due passi da casa sua, Catherine inizia a interessarsi in modo morboso a questa tragica vicenda. Spinta dalla sua fervida immaginazione, e sempre più prigioniera delle ossessioni che la tormentano sin da quando era bambina, inizia a indagare di nascosto sugli omicidi e sul loro autore, soprannominato dai giornali l'Uomo dei Corvi. È infatti convinta di avere la chiave per risolvere il mistero e scoprire l'identità del terribile assassino. Mentre le morti si susseguono secondo un macabro rituale e la città precipita nel panico, Catherine si rende conto che il cerchio intorno a lei si sta stringendo e l'Uomo dei Corvi è ormai vicinissimo. La sua presenza inquietante aleggia ovunque, trascinandola in una spirale di inganni e terrore che rischiano di travolgere lei e chi le è vicino...

Ho comprato questo libro come faccio spesso: lasciandomi incantare dalla copertina, o dal titolo, o dalla quarta. In questo caso il titolo mi ha attratto, ma è stata poi la descrizione della trama a conquistarmi definitivamente. Prima di leggerlo (ne avevo ancora uno da smaltire, Starters), ho letto in rete su ibs.it i commenti degli altri e mi sono smontata: tutti i pareri presenti davano al libro il voto più basso (1 su 5) e dicevano che era confuso, troppo torbido (insisteva inutilmente su particolari splatter o fastidiosi), con un'ambientazione falsata (sedicente Londra di fine Ottocento) e in definitiva inconcludente. 
Però io non demordo, e spesso vado controcorrente senza preoccuparmi del giudizio altrui, quindi ho iniziato "Il piacere degli uomini" cercando di non farmi condizionare da ciò che avevo letto. 

giovedì 4 ottobre 2012

STARTERS di Lissa Price

Los Angeles, tra qualche anno. Callie ha visto morire i suoi genitori quando una terribile pandemia globale ha decimato la popolazione tra i venti e i sessant'anni. Si ritrova così a lottare per la sopravvivenza in un mondo devastato dalla guerra e dalla fame, in cui gli adolescenti combattono per un futuro che non esiste più e gli anziani sognano un passato che non tornerà mai. Con lei, in questa battaglia disperata, solo il fratellino malato Tyler e l'amico di sempre Michael. Determinata a non arrendersi, Callie si rivolge alla Prime Destinations, un'ambigua società di Beverly Hills, che promette facili guadagni ai ragazzi rimasti soli, come lei. Callie sa che dietro la facciata di assoluta rispettabilità della Prime Destinations si nasconde un terribile segreto: la società affitta il corpo degli adolescenti ad anziani desiderosi di rivivere emozioni ormai dimenticate. Ma Callie ha bisogno di soldi e accetta. Firma un accordo con la Prime Destinations e si lascia impiantare un neurochip nella testa. Qualcosa però va storto. Callie si risveglia prima del previsto, nel bel mezzo di una vita che non le appartiene. Quella della donna che ha affittato il suo corpo. All'improvviso, è ricca, immensamente ricca. E felice. Possiede una casa in riva al mare, guida un'auto costosissima ed è fidanzata con l'affascinante nipote del senatore. A Callie sembra di vivere in un sogno. Almeno fino al momento in cui scopre di essere intrappolata in un gioco più pericoloso di quanto avrebbe mai immaginato...

Copertina bellissima, titolo intrigante. Poi, in rete, ho trovato molti commenti che mi allontanavano, dicevano che senza Hunger Games Starters non sarebbe mai esistito, che era carino ma non un granché... Mi sono decisa a sfidare le critiche e a provare a leggerlo. E ne è valsa la pena.
A volte proviamo verso certi libri una strana pulsione, è come se ci si annusasse a vicenda, come se alcuni volumi emanassero un profumo, una vibrazione che tocca le nostre corde. E' invisibile, eppure arriva. Ed è come un richiamo, un invito a farli tuoi. Vedi il romanzo in libreria, lo sfogli, magari la storia com'è raccontata in aletta o in quarta non ti convince del tutto, ma senti che è il tuo libro. Che vi appartenete.
E così in questo caso la forza del richiamo - o della mia ostinazione - è stata ben ripagata.
Starters è un buon libro, piacevole, ritmato, con personaggi sempre credibili e una suspense che all'inizio non si fa sentire, ma da metà romanzo in poi ti afferra e non ti molla più, fino a un finale davvero scoppiettante.

giovedì 27 settembre 2012

LA COLONIA SOMMERSA di Kat Falls

Ty Towson ha quindici anni, ed è il primo tra i pionieri a essere nato e cresciuto in una delle colonie sommerse. Il suo è un mondo post-apocalittico, quasi totalmente ricoperto dall'acqua. Il genere umano si è in gran parte trasferito negli sconfinati abissi oceanici, dove le case hanno la forma di gigantesche meduse attorno alle quali si estendono grandi coltivazioni sottomarine; gli uomini, la cui pelle emana uno strano bagliore, si nutrono di piccoli pesci luminescenti, hanno riserve di ossigeno liquido per respirare e si spostano a bordo di mantascafi, tra i riverberi color smeraldo emessi dai terribili squali lanterna. Ma in questo universo alla rovescia, è l'incontro con Gemma, una giovane abitante delle terre emerse, a cambiare la vita di Ty. Lei è scesa nelle profondità marine alla ricerca del fratello scomparso, e proprio mentre lui si offre di aiutarla, al ragazzo viene dato l'incarico da parte della Lega delle colonie sommerse di sgominare una banda di pirati che, a bordo del sottomarino Specter, sta mettendo in pericolo il suo mondo. Insieme i due dovranno avventurarsi in città remote, alla scoperta di oscuri segreti che nemmeno il buio dell'oceano riuscirà a tenere nascosti.

La scelta della prima persona maschile e l'ambientazione sono le uniche cose che mi sento di salvare in questo libro. Uno scenario originale, un mare selvaggio, popolato di creature misteriose che compaiono all'improvviso nel buio e nel silenzio, di umani dalla pelle dai riflessi luminosi come le scaglie dei pesci, di case-anfibi dalle forme sinuose che richiamano la fauna marina, di abissi che si aprono come bocche pronte ad inghiottirti... Una dimensione particolare e perfetta per un romanzo d'avventura. Più che a un distopico o a un fantasy, a questo ci troviamo di fronte: a un romanzo d'avventura per ragazzi. I protagonisti infatti hanno quindici anni e si ritrovano ad avere a che fare con la ""banda della gramigna di mare" (nome meno ridicolo no?) capitanata da un bandito fantasma muscoloso, dalla pelle luminescente e gli occhi neri (!). La trama è esile esile, il rapporto tra i due ragazzi è fresco e giovane, ma non offre alcun spunto; quasi tutta la prima parte del libro è utilizzata per descrivere la dimensione bentonica, ovvero la colonizzazione del mare e la vita nel mondo dopo l'innalzamento delle temperature e la supremazia dell'acqua sulla terra. Costruzione affascinante, ma che dopo un po' stanca e annoia. Le scene d'azione e tutto il libro sono ben scritti, con un linguaggio fluido e piano, ma il ritmo e la tensione narrativa sono davvero carenti. Non so se darò un'altra chance a questa duologia (scelta strana, peraltro, quella di due libri...). Mi sembra davvero di più un bel libro per ragazzi - mio figlio di otto anni e mezzo mi chiede tutte le sere di leggerlo assieme - che un romanzo per adulti (o giovani adulti). Ho superato l'età per appassionarmi a queste storie.

Giudizio da 0 a 5: 2 più per la delusione però.
Consigliato a chi: ha meno di 18 anni e vuole un romanzo d'avventura. Ama il mare.
Potrebbe piacerti anche: Storie del mare, di Folco Quilici.
Curiosità: copertina stupenda, voti in rete deludenti... 

mercoledì 26 settembre 2012

TU SEI IL MALE di Roberto Costantini

Roma, 11 luglio 1982. La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo Elisa Sordi, giovane impiegata di una società immobiliare del Vaticano scompare nel nulla. L'inchiesta viene affidata a Michele Balistreri, giovane commissario di Polizia dal passato oscuro. Arrogante e svogliato, Balistreri prende sottogamba il caso, e solo quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si butta a capofitto nelle indagini. Qualcosa però va storto e il delitto rimarrà insoluto. Roma, 6 luglio 2006. Mentre gli azzurri battono la Francia ai Mondiali di Germania, Giovanna Sordi, madre di Elisa, si uccide gettandosi dal balcone. Il commissario Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale, tiene a bada i propri demoni a forza di antidepressivi. Il suicidio dell'anziana donna alimenta i suoi rimorsi, spingendolo a riaprire l'inchiesta. Ma rendere finalmente giustizia a Elisa Sordi dopo ventiquattro anni avrà un prezzo ben più alto del previsto. Balistreri dovrà portare alla luce una verità infinitamente peggiore del cumulo di menzogne sotto cui è sepolta, e affrontare un male elusivo quanto tenace, che ha molteplici volti uno più spaventoso dell'altro.

Mi scuso per questo lungo periodo con pochi post, dovuto essenzialmente a due motivi: a) l'uscita del mio primo libro, che mi ha immerso in un turbinio di emozioni e di attività da fare; b) la lettura importante di un romanzo un po' distante dai miei soliti per genere, complessità, e mole.
Proprio di questo libro, "Tu sei il male" di Roberto Costantini, vorrei parlarvi.
Me l'ha prestato una cara amica, e solo per questo l'ho letto. I gialli non sono proprio il mio genere. Le costruzioni macchinose e troppo matematiche infatti mi allontanano dalla pagina, raffreddano le mie emozioni,  e non mi suscitano ammirazione e coinvolgimento. Questa volta però non siamo di fronte solo al classico romanzo giallo scritto a tavolino da una mente sopraffina - anche se c'è pure questa componente, naturalmente, e a livelli eccelsi -. L'ingrediente che più mi è piaciuto in questo libro chirurgico e perfetto, adamantino, è l'intensità dei sentimenti che lo pervadono, la rabbia, la sete di vendetta, l'amore, la disperazione, la pulsione verso l'autodistruzione... "Tu sei il male" mette a nudo tutto e tutti, mostrando il cuore pulsante dell'umanità. Per Costantini non c'è ombra sotto la quale potersi rintanare, e le macchie sono dappertutto. Macchie dell'anima, rimorsi, peccati, bugie. Tarli che lavorano in ognuno di noi, perché nessuno è innocente.

sabato 15 settembre 2012

IO SONO HEATHCLIFF di Desy Giuffrè

Elena Ray è bella, ricca, viziata. I ragazzi cadono ai suoi piedi, l'unica preoccupazione è lo shopping in compagnia della scatenata amica Stella. Eppure da settimane non riesce più a dormire. I suoi sogni si trasformano in incubi, svegliandola di soprassalto. È forse a causa della tensione per l'imminente viaggio in Inghilterra insieme ai genitori, da cui la dividono incomprensioni e silenzi, oppure è qualcosa di più oscuro, il potere di una voce, di un richiamo che talvolta si impossessa di lei e la fa agire contro la sua volontà? La stessa, inspiegabile sensazione che da un po' di tempo prova Damian, ragazzo cresciuto sulla strada, troppo duramente e troppo in fretta, segnato dall'abbandono del padre e costretto a guardarsi dallo zio malavitoso. Due vite che non hanno niente in comune, se non un incontro casuale e, da quell'istante, l'impossibilità di levarsi dalla mente l'intreccio dei loro sguardi. Ancora non sanno che le proprie esistenze sono già indissolubilmente legate: così vuole l'antica maledizione sprigionatasi dalle ceneri di una passione disperata: quella tra Catherine Earnshaw e Heathcliff, i protagonisti di "Cime tempestose". Un classico senza tempo rivive nel primo sequel fantasy del capolavoro di Emily Bronté, insieme ai suoi indimenticabili personaggi, divenuti spettri senza pace che ora, a distanza di secoli, sono disposti a tutto, anche ad appropriarsi dei destini di due ragazzi fragili e tormentati di oggi, per poter rivivere il loro sfortunato amore.

Non ho letto "Cime tempestose" pur avendolo a casa per un lungo periodo - mi era stato regalato per la Comunione assieme a "Piccole donne" (facevano parte entrambi dell'educazione letteraria di una giovane donna degli anni Novanta) però naturalmente conosco la trama e ho studiato la posizione del romanzo nella storia della letteratura. Perciò ero scevra da pregiudizi quando ho affrontato il libro "Io sono Heathcliff" di Desy Giuffré. Le primissime pagine mi sono sembrate folgoranti, talmente ben cesellate, con delle immagini forti, poetiche e violente al contempo, che subito il libro mi è entrato dentro. Mi sembrava davvero di essere nella brughiera dello Yorkshire spazzata dal vento, il cuore in tumulto, spettri oscuri che mi guatavano nelle tenebre... 
L'idea di base del romanzo- quella di far rivivere i personaggi di Cathrine ed Heathcliff in forma di fantasmi che condizionano il destino dei due nuovi giovani amanti - mi è sembrata molto interessante, originale. La scrittura è scorrevole e, a tratti, molto pittorica, con quadri ben costruiti e i personaggi di contorno ben delineati. Tuttavia ho avuto l'impressione che, in mezzo al libro, ci fosse un po' di melina, un cambio di ritmo, pagine dove accadeva poco e che sembravano messe lì per fare numero. Situazione aggravata da alcune svolte narrative poco verosimili - quando i protagonisti si ritrovano "per caso" al lago, ad esempio - e da un rapporto d'amore - quello tra Elena e Damian - che viene poco approfondito, poco raccontato, non riuscendo a coinvolgere del tutto... Insomma, a conti fatti il libro, pur manifestando degli elementi positivi e intriganti, non mi ha convinto del tutto.

Giudizio da 0 a 5: 3
Consigliato a chi: ha amato "Cime tempestose", ama le storie di fantasmi, cerca una lettura leggera e veloce.
Potresti leggere anche: "Chi è Mara Dyer" di Michelle Hodkin.
Curiosità: Desy ha anche un blog e un sito internet. Alla voce "progetti in corso" c'è scritto solo "Prossimamente"... Avverbio sibillino che promette tutto e niente.

lunedì 10 settembre 2012

Red Love di Kady Cross

Londra, 1897. Un uomo, conosciuto come il Meccanico, è il regista occulto di una serie di strani crimini commessi da macchine. Griffin King, il Duca di Greythorne, è determinato a scoprire la sua identità e a sventare i suoi piani con l'aiuto degli amici Sam, Emily e Jasper. Ma il Duca decide di rivolgersi anche a Finley Jayne, una ragazza con un lato oscuro e in possesso di una forza fisica soprannaturale. Finley è speciale, ma non tutti, all'interno del gruppo al quale si è unita, sono pronti ad accettarla. Quando finalmente le intenzioni del Meccanico saranno più chiare, il Duca e Finley riusciranno a fermarlo prima che sia troppo tardi? 

Ho comprato questo libro dopo aver letto in rete la bellissima recensione di Mr. Ink che in verità sconsigliava la lettura del romanzo, ma per una serie di motivazioni che viceversa avevano attirato la mia attenzione. 
Red Love, voglio dirlo subito, non mi ha convinto. L'idea di base è interessante, ma diverse scelte narrative mi sono sembrate davvero fuori luogo e l'impianto del libro ha delle grandi mancanze. Ma andiamo con ordine. Gli ingredienti interessanti sono: un'ambientazione particolare, Londra di fine Ottocento, fumosa e caotica, ma resa più originale da una serie di invenzioni macchinose (automi, una polizia da libro distopico, mezzi di trasporto a metà tra l'antico e il futuribile); il connubio tra la letteratura "eroica" dei fumetti d'avventura e di fantascienza, il paranormal romance e i romanzoni d'avventura a puntate dell'Ottocento che dà vita a uno steampunk barocco; una protagonista-eroina nel vero senso della parola, originale e stravagante.
Tutto questo però si regge (male) su personaggi di contorno poco approfonditi, una trama esile esile e mal introdotta, e delle invenzioni letterarie assurde. A tal proposito capisco la licenza immaginativa, ma non si può usare il telegrafo come il cellulare, la magia dell'etere come il web e dare vita a delle biciclette a vapore che assomigliano tremendamente ai nostri scooter! Mi è sembrata più una necessità dell'autrice di introdurre degli elementi che le facilitassero il compito (e al contempo le lasciassero libertà di contaminare a piacere il periodo) più che il desiderio di inventare "oggetti" nuovi!
Insomma il libro si legge anche velocemente, ma scricchiola da tutte le parti. 

Giudizio da 0 a 5: 3.
Consigliato a chi: ama i fumetti d'azione e cerca una protagonista originale.
Potresti leggere anche: Sunshine di Robin McInley.
Curiosità: Kady Cross è uno dei tre pseudonimi (oltre a Kate Cross e Kate Locke), dell'autrice che ha già scritto altri paranormal e historical romance come Kathryn Smith.


martedì 28 agosto 2012

UNA SCOMMESSA PER AMORE di Jennifer Crusie

Minerva Dobbs ha un piano per ogni evenienza, perfino per le nozze della sorella. La sua missione è perdere i chili di troppo e trovare un accompagnatore che la faccia ben figurare nel ruolo di damigella d'onore. Come se la rinuncia ai carboidrati non fosse già abbastanza dolorosa, l'uomo che Min aveva accuratamente selezionato per il matrimonio decide di mollarla a tre settimane dall'evento, sguinzagliando poi sulle sue tracce il donnaiolo professionista Calvin Morrisey. Per vincere una scommessa, l'affascinante sconosciuto dovrà persuadere Min a concedersi a lui entro un mese. Ma quando lei viene a sapere del complotto ordito ai suoi danni, decide di prendere le dovute distanze... Ma la sua vita non finisce qui e dovrà presto vedersela con un ex infinitamente geloso, uno psicoterapeuta testardo, un gatto estremamente astuto e la proposta più pericolosa di quanto mai avesse potuto immaginare: il vero amore.  
Purtroppo il primo libro di Jennifer Crusie (uscito per Leggereditore, alias Fanucci, nel 2011 e oggi rintracciabile a 7,50 euro) non ha la stessa forza, lo stesso stile fresco e frizzante di "Temptation". La storia è banale, vuota, prevedibile. La maggior parte dei personaggi ha dinamiche e caratteristiche scontate. Non c'è più il paese di Temptation, Oahio, dove tutto può succedere, anche che un silos abbia parvenze falliche e venga colorato di rosa. Non ci sono quelle situazioni assurde di provincia, la tensione del giallo "casereccio".
Anche le differenze sociali sono così stigmatizzate da essere alla fine poco credibili.
Insomma, ho preso un granchio. La Crusie mi era piaciuta molto per i dialoghi serrati, creativi, ironici, per le sue descrizione colorite, per l'idea di un libro strampalato come Temptation che, se non fosse stato per le sue editor, avrebbe intitolato "Belle cosce calde" (!). E invece qui non c'è quasi nulla di tutto questo. Si salvano un po' i dialoghi - caustici solo in parte - e la scena finale, in bilico tra ironia e tensione erotica, veramente da maestro. Per il resto, è tutta chick lit di bassa categoria, un libro da ombrellone che, a lettura finita, può anche essere abbandonato.

Giudizio da 0 a 5: 2 e mezzo.
Consigliato a chi: cerca una lettura MOLTO d'evasione, leggera e che mantenga il cervello in standby, ama la chick lit pura.
Potresti leggere anche: i libri di Nora Roberts, magari in inglese, così si ha l'alibi di farlo per la lingua.
Curiosità: gli unici personaggi che si salvano sono gli amici di contorno, macchiette simpatiche e ben definite.

LA CASA DEL VENTO E DELLE OMBRE di Deborah Lawrenson

Ci sono profumi in grado di parlare al nostro cuore: alcuni sono sensuali e misteriosi, inafferrabili, altri fanno riaffiorare ricordi che pensavamo sepolti per sempre nei recessi della memoria, altri ancora rivelano la vera natura di persone o luoghi che eravamo sicuri di conoscere. Ma esistono anche profumi in grado di presagire qualcosa di terribile.Questo è ciò che è stata costretta a imparare Eve, una giovane donna americana che per amore ha lasciato tutto, il lavoro, la famiglia, gli amici, e che ora per quell’amore potrebbe perdere molto di più. Il giorno in cui aveva incontrato Dom, aveva capito di aver finalmente trovato l’uomo della sua vita. Lui era affascinante, maturo e, soprattutto, il suo passato era avvolto nel mistero. Dopo qualche settimana trascorsa insieme, le aveva proposto di seguirlo nel Sud della Francia in una vecchia casa abbandonata da anni, Les Genévriers, circondata da campi di lavanda. La loro prima estate insieme si era rivelata meravigliosa, le giornate si susseguivano pacifiche tra la musica, i libri e i profumi della campagna.Con l’arrivo dell’autunno, però, qualcosa tra loro si era incrinato. Le insistenti domande di Eve sul suo passato avevano spinto Dom a una freddezza che non aveva mai dimostrato. E poi c’erano le strane ombre che continuavano ad apparire in giardino, sempre accompagnate da un particolare profumo, e che sembravano scrutare ogni movimento di Eve. La casa che inizialmente l’aveva accolta, in realtà nascondeva un segreto che la sua razionalità non poteva e non voleva comprendere. Un segreto che ora potrebbe aprirle gli occhi sull’uomo che ha accanto e sull’inscindibile legame tra amore e morte.

La casa del vento e delle ombre di Deborah Lawrenson - titolo stupendo - è un libro gotico sui generis. Ricorda infatti la celebre Rebecca di Daphne Du Maurier (a cui dichiratamente si ispira) e le atmosfere più cube di Jane Eyre, mischiandole con i profumi e i colori della Provenza rubati ai libri di Joanne Harris. Ne esce uno strano mix, che a volte funziona e a volte no. Ma vediamolo nel dettaglio.
Il ritmo del libro è molto lento, riflessivo, con ampie descrizioni evocative. Da subito c'è un forte senso di condanna, di pericolo che aleggia intorno alla protagonista e al rapporto d'amore con il suo compagno Dom. Ci sono tutti gli elementi dei più conosciuti romanzi gotici: la casa misteriosa, la nebbia, una natura spesso inospitale (la Provenza in inverno), fantasmi, pazzia, delitti, segreti inconfessabili, un passato che non perdona e un amore maledetto.
Il libro si muove su due diversi piani temporali intrecciando le vite delle due "inquiline" della casa di Les Genevières. La tensione matura sempre di più a ogni pagina fino allo svelamento finale, peraltro già annunciato.
Ci sono due elementi in particolare che non funzionano nel libro:
A) la protagonista, troppo scialba e poco carismatica, che non ispira empatia e partecipazione al lettore;
B) una scrittura troppo ricca di immagini e di descrizioni che appesantiscono il ritmo e spezzano la suspense.
Difetti che impediscono il coinvolgimento nella trama e nelle atmosfere costruite, allontanando il lettore e a tratti annoiandolo. 
Insomma, come avrete capito il romanzo non mi ha convinto del tutto, anche se ha alcuni elementi originali.

Giudizio da 0 a 5: 3 e mezzo.
Consigliato a chi: ama i libri gotici, la Francia, i romanzi di Joanne Harris.
Potresti leggere anche: Il seme del male di Joanne Harris
Curiosità: la copertina del libro nella versione americana era forse più bella e interessante, e si poneva di più nella fascia gotica rispetto a quella italiana, che colloca il romanzo più nella letteratura al femminile per eccellenza. Qui un assaggio del primo capitolo gratis


domenica 19 agosto 2012

TEMPTATION di Jennifer Crusie

Durante le riprese del documentario su un'attrice di Hollywood in declino, le sorelle Dempsey si imbattono in una serie di situazioni rocambolesche, che le porteranno a conoscere aspetti della vita che prima non avrebbero mai creduto possibili. Esiste davvero un uomo in grado di farti provare sensazioni simili? Basta davvero così poco per essere felici? Le due non canteranno vittoria tanto facilmente, perché a Temptation, la cittadina nella quale sono capitate, nulla è scontato, e tutto si conquista vivendo con i battiti accelerati.

Mi sono nuovamente allontanata dal genere dark fantasy. L'estate a volte mi ispira meno oscurità e più frivolezza e, complice un libro trovato fuori posto (nello scaffale dei fantasy, appunto), ecco che ho acquistato Temptation. All'inizio il libro mi ha un po' spiazzato. L'autrice infatti fa un uso molto particolare dei dialoghi facendo parlare anche 5 persone insieme senza nominarle e senza aggiungere descrizione. La cosa crea un effetto caotico non facile da sostenere, ma, a lungo andare, funziona. 
Gli ingredienti di questo libro sono: la provincia americana (molto caricaturale, stile Edward mani di forbice per intenderci), un amore contrastato, un giallo con un presunto assassinio collettivo, personaggi-macchiette perfetti nella loro assurdità e tanta tanta ironia. Un'ironia mai banale, mai stupida, anzi, a volte quasi british nei suoi momenti più raffinati e, grazie alle numerose citazioni dichiarate da film, a volte arguta e molto originale. 
Il libro è leggero, equilibrato, si legge in volata e ti lascia con un sorriso spensierato sulle labbra.
Non è uno di quei romanzi passionali, laceranti, con personaggi sofferti e complessi. Non è una trama complicata e neppure una scrittura da alta letteratura. Però questi dialoghi frizzanti e molto divertenti (e perché no, anche un pizzico di romanticismo surreale) ripagano sicuramente il lettore.
Penso che andrò a cercarmi in libreria il libro precedente della Crusie, Una scommessa per amore. E vi racconterò se è all'altezza di questo.

Giudizio da 0 a 5: 4-.
Consigliato a chi: cerca un libro leggero, divertente, con un pizzico di intelligenza.
Potresti leggere anche: Brava a letto di Jennifer Weiner.
Curiosità: una copertina davvero orrenda, Fanucci dovrebbe fare un corso accelerato di grafica per copertine... Il libro, secondo l'ammissione dell'autrice nella dedica, avrebbe dovuto intitolarsi "Belle cosce calde". Meno male che hanno scelto Temptation...

martedì 14 agosto 2012

SONNAMBULA di Essie Fox

Quando, nella Londra di fine Ottocento, la diciassettenne Phoebe Turner aveva accettato la proposta dell'eccentrico Nathaniel Samuels e, dalla capitale inglese, si era trasferita a Dinwood Court, pensava che tutto si sarebbe risolto in una nuova esperienza; lavorare come dama di compagnia per Lydia, la moglie del signor Samuels, una donna fragile e malata di nervi. Ma c'è un passato tenebroso che non vuole essere dimenticato: un'ombra che segue la giovane Phoebe in quell'isolata residenza di campagna per svelarle la vicenda di un'amante dal cuore spezzato, di una giovane attrice costretta ad abbandonare il palcoscenico, di un maggiordomo in preda a desideri inconfessabili e di una povera ragazza, Esther, la figlia di Nathaniel e di Lydia, ritrovata morta assiderata, tanto tempo prima, nei campi che circondano la casa di Dinwood Court. Al centro di questo labirinto di inganni e tradimenti, Phoebe scoprirà di non essere la persona che aveva sempre creduto. E che la sua venuta a Dinwood Court non era certo stata frutto del caso. Ma dopo aver regalato il suo amore a un ragazzo che potrebbe essere suo fratello e ora che, nel cuore della notte, i tormenti della povera Esther puntano il dito contro un insospettabile assassino, Phoebe è costretta a spalancare le porte che sbarrano i segreti di una casa. Scoprirli sconvolgerà la sua vita, trascinando ogni suo gesto, ogni sua parola, ogni sua emozione nelle pieghe oscure di una trama di un grande romanzo gotico.

Mi sono allontanata di poco dai dark fantasy e, conquistata dalla copertina, ho pescato in libreria questo bel libro, che mi ha dato soddisfazione. Ma quanto bello è ciondolare in libreria senza avere preconcetti, senza avere una lista della spesa, e lasciarsi conquistare da un libro? E' una scelta istintiva, un po' come i cani che si annusano e poi decidono se si piacciono. Qualche volta si prendono dei granchi ma più spesso si leggono libri magari poco pubblicizzati, sconosciuti, che rivelano grandi qualità.
Sonnambula è un romanzo ricco, lento, accurato, gotico, di formazione. Ambientato nella Londra caotica e fuligginosa di fine Ottocento, nel mondo del teatro, tra donne di malaffare, nobili, marinai, borghesi arricchiti, fondamentalisti pazzi, artisti, dandy e venditori di fumo, ha un'atmosfera quasi magica, sospesa. In questo scenario si tessono intrighi, i morti non tacciono e riappaiono come fantasmi, l'onore si perde e si riacquista, e la felicità sembra sempre sfuggire di mano, come se un vento insolente volesse portarla via...
I personaggi, da Phoebe a Nathaniel, da Joseph a Quin, da Old Riley a Maud Turner sono tutti molto ben costruiti e credibili, il filo narrativo procede lento, come lo scorrere limaccioso del Tamigi, lontano dai ritmi psicadelici dei bestseller di cassetta, piacevolmente coccolante. 
Il finale è sufficientemente appagante, non ruffiano né troppo buonista. Con un senso di fatalità che ben si addice all'epoca.

Giudizio da 0 a 5: 4 e mezzo.
Consigliato a chi: ama i libri ambientati nell'Ottocento, le storie di intrighi e forti passioni, i romanzi gotici.
Se ti è piaciuto potresti leggere anche: La ragazza del libro dei fuochi di Jane Borodale (Leggereditore) oppure Il circo della notte di Erin Morgenstern (Rizzoli).
Curiosità:  Le note dell'autrice ci svelano un po' del backstage del libro (soprattutto nel laboratorio di ricerca e studi su un'epoca davvero affascinante) e sono davvero preziose e interessanti. Nella versione originale la copertina era bordeaux: colore che più si addice al libro e all'epoca raccontata rispetto al rosa shocking scelto da Castelvecchi. Ma forse, sugli scaffali, risaltava di meno... quindi chissà, probabilmente è stata una mossa vincente.



martedì 7 agosto 2012

CHI E' MARA DYER di Michelle Hodkin

Era solo un gioco. Eppure Mara non voleva partecipare alla seduta spiritica con le sue amiche Rachel e Claire. Sei mesi dopo, Mara si risveglia dal coma in una stanza di ospedale. E le sue amiche sono morte. Cos'è successo quella notte al manicomio abbandonato? Perché Mara è l'unica sopravvissuta? Orribili allucinazioni iniziano a perseguitarla e un dubbio si insinua nella sua mente: e se fosse stata lei a causare quelle morti, come aveva predetto la seduta spiritica? L'incontro con il turbolento, bellissimo Noah potrebbe essere la sua salvezza o la sua definitiva condanna. Perché anche Noah ha un segreto, legato al grande mistero che la tormenta: chi è Mara Dyer? 

A metà tra thriller e paranormal romance, con una dose di suspense (e di genuina paura, alimentata da immagini molto thrillerose) che supera lo standard dei soliti dark fantasy, Chi è Mara Dyer è veramente originale, ben scritto, efficace nei dialoghi, nelle descrizioni, nei flash back... E' un romanzo che non perdona, inchiodando il lettore alle pagine senza pietà e non etichettabile, in bilico com'è tra diversi generi.
Al suo interno troviamo molti ingredienti: i fantasmi, lo spettro della pazzia, le sedute spiritiche, assassini in circolazione, un amore difficile, un'adolescenza tormentata, elementi gotici, una scuola esclusiva, una famiglia che scricchiola, il desiderio di liberare la violenza trattenuta, l'etica del bene e del male, il tema del sogno.
La costruzione del libro però è un po' squilibrata. Fino a quasi sessanta pagine dalla fine non si capisce bene dove andrà a parare la storia e il climax è talmente alto che il lettore è quasi strangolato dall'ansia di capire (e dalla preoccupazione che il finale possa deludere). Alla fin fine la conclusione è credibile e sta abbastanza in piedi, ma occupa troppe poche pagine per consentirgli di comprendere bene la storia. In più, solo nelle ultime righe si intuisce che si tratta di una saga e la fine è sospesa dall'ingresso in scena di un nuovo personaggio che complica le cose spegnendo anche quel piccolo lumino che iniziava a illuminare la via.
Insomma, peccato. Più pagine, qualche biscottino di spiegazione in più al lettore, e il libro ci guadagnava di molto. Così mi ha lasciata arrabbiata e un filino delusa. Ma visto le premesse iniziali e il trasporto con cui si è comunque fatto leggere, credo che sarò magnanima e gli darò un'altra chance con il seguito. Che a questo punto mi toccherà acquistare in inglese... e chi resiste?

Giudizio da 0 a 5: 4 (solo per il finale sospeso e poco comprensibile).
Consigliato a chi: ama i thriller e i paranormal romance, adora i libri che fanno perennemente sentire il cuore in gola e tutto il resto (compreso nutrirsi e dormire) totalmente irrilevante.
Se ti è piaciuto potresti leggere anche: Anna vestita di sangue di Kendare Blake oppure Il seme del male di Joanne Harris.
Curiosità: l'autrice è un'attrice che ha girato l'America con una compagnia teatrale. Il seguito (The Evolution of Mara Dyer) uscirà a ottobre 2012 negli States, speriamo che la Mondadori lo traduca e pubblichi al più presto. La copertina (come anche il titolo) è più vicina al thriller che al fantasy, ma molto evocativa.

giovedì 2 agosto 2012

SHADOWHUNTERS - Le origini. Il principe

In una Londra vittoriana fosca e inquietante, e nel suo magico mondo nascosto, Tessa Gray crede di avere finalmente trovato tranquillità e sicurezza con gli Shadowhunters, i cacciatori di demoni, che proteggono lei e il suo terribile potere dalle mire del perfido Mortmain. Ma con lui e il suo esercito di automi ancora in azione, il Consiglio vuole spodestare Charlotte Fairchild, per affidare il comando a Benedict Lightwood, uomo senza scrupoli e affamato di potere. Nella speranza di salvare Charlotte, Will, Jem e Tessa decidono di svelare i segreti del passato di Mortmain e scoprono sconvolgenti legami fra gli Shadowhunters e la chiave del mistero dell'identità di Tessa. La ragazza, intrappolata nei sentimenti che prova per Will e Jem, si trova a dover compiere una scelta cruciale quando scopre in che modo gli Shadowhunters abbiano contribuito a fare di lei "un mostro". Sconvolta, Tessa è tentata di schierarsi con il fratello Nate dalla parte di Mortmain. Ma a chi è davvero fedele? E chi ama, nel profondo del suo cuore? Soltanto lei può scegliere se salvare gli Shadowhunters di Londra oppure distruggerli per sempre.

Questa nuova serie di Cassandra Clare prequel della saga Shadowhunters non mi convince del tutto. Mi sembra molto più annacquata rispetto all'altra, più soft, come se mancasse un po' di tensione. E inoltre ho l'impressione che la trama di questi due libri ("Shadowhunters - Le origini - Il principe" è il secondo di questa serie; "Shadowhunters - Le origini. L'angelo" è il primo) sia spesso esile e scontata. La storia d'amore combattuta tra Will e Tessa - che dà vita a un triangolo quando anche Jem si mette a complicare le cose - mi è sembrata leggera e spesso poco argomentata, e non sono riuscita ad appassionarmi. La vicenda che doveva alimentare la suspense dark - il mistero di cosa sta preparando Mortmain con i suoi automi - non viene alla fine molto sviluppato in questo libro: l'autrice ci concede appena alcune piccole rivelazioni che servono solo a far riavvolgere il mistero su se stesso.
La scrittura merita, come sempre, Cassandra Clare rimane a un buon livello anche in questo libro, e salverei assolutamente tutta l'ambientazione nella Londra vittoriana e le citazioni dai grandi poeti e narratori inglesi dell'epoca. Però alla fine della lettura ho provato davvero un senso di delusione e un desiderio fortissimo di continuare invece con la prima serie, che ancora non è chiusa e che ci ha riservato, nell'ultimo e recente capitolo ("Shadowhunters, La città degli angeli caduti") , nuovi sviluppi con l'amore tra Jace e Clary nuovamente minacciato...

Giudizio da 0 a 5: 4. La scrittura merita comunque.
Consigliato a chi: segue la saga "Shadowhunters", ama i libri ricchi di azione e ambientati nell'epoca vittoriana.
Se ti è piaciuto potresti leggere anche: "Una grande e terribile bellezza" di Libba Bray.
Curiosità: Cassandra Clare è del '73, ha 39 anni. Come altre scrittrici di urban fantasy, ha cominciato con delle fanfiction su Harry Potter e Il signore degli anelli.

venerdì 27 luglio 2012

BLACK FRIARS - L'ordine della penna di Virginia De Winter


Altieres, una delle antiche dinastie regnanti del Vecchio Continente, si è estinta dopo la violenta morte di tutti i suoi discendenti, e a portare il nome della casata sono rimasti solo i vampiri Blackmore, creature immortali a cui regnare non è permesso. Ma qualcosa ora è cambiato: Sophia, unica erede ancora in vita, creduta morta da anni, è stata ritrovata e le già fragili dinamiche del regno sono vicine a spezzarsi una volta per tutte. Gli oscuri segreti di Altieres stanno tornando a celare ombre sulla Vecchia Capitale, fulcro del potere politico e religioso, e spettri senza volto si aggirano per le strade terrorizzando cittadini e studenti. Intanto Sophia sta imparando a conoscere la sua nuova vita. Essere una Blackmore infatti non significa solo indossare meravigliosi vestiti ed essere un giorno incoronata regina, come innocentemente credeva, ma evitare matrimoni politici e sfuggire a continui attentati alla sua vita, anche da parte degli stessi parenti. Eloise Weiss deve affrontare invece forze che nemmeno i suoi poteri possono governare. I morti non riposano più in pace nella Vecchia Capitale, disturbati nel loro eterno sonno da forze oscure e implacabili, forse collegate al ritorno dell'erede di Altieres e alle sconvolgenti verità che i vampiri Blackmore nascondono da secoli e sono ora sfuggite al loro controllo. Eloise, grazie al suo potere di dominare le forze oscure, sarà forse la chiave per riportare l'ordine là dove ormai esiste solo il caos. 

Sono riuscita per un pelo ad acquistare il terzo libro di Black Friars il giorno prima della partenza in modo da averlo pronto in valigia. Me lo stavo pregustando da giorni e, la lettura, non ha affatto deluso le mie aspettative. Leggere Virginia De Winter è come bere una tazza di cioccolata calda dopo una camminata nella neve, come stendersi al sole dopo una nuotata estenuante e continuare a sentire il mare sotto di sé, come riscaldarsi le mani e l'anima davanti al fuoco tra le braccia di una persona cara...
La sua scrittura ti coccola, ti avvolge, ti porta in terre lontane che vedi attraverso i suoi occhi, che impari ad amare, a calpestare, a sopportare. I suoi personaggi non sono mai banali o descritti in modo superficiale, anzi, acquisiscono spessore e sfaccettature man mano che i capitoli della saga si infittiscono.

martedì 24 luglio 2012

CINQUANTA SFUMATURE DI ROSSO di E.L. James

Quella che per Anastasia Steele e Christian Grey era iniziata solo come una passione erotica travolgente è destinata in breve tempo a cambiare le loro vite. Ana ha sempre saputo che amarlo non sarebbe stato facile e stare insieme li sottopone a sfide che nessuno dei due aveva previsto. Lei deve imparare a condividere lo stile di vita di Grey senza sacrificare la sua integrità e indipendenza, lui deve superare la sua ossessione per il controllo lasciandosi alle spalle i tormenti che continuano a perseguitarlo. Le cose tra di loro evolvono rapidamente: Ana diventa sempre più sicura di sé e Christian inizia lentamente ad affidarsi a lei, fino a non poterne più fare a meno. In un crescendo di erotismo, passione e sentimento, tutto sembra davvero andare per il meglio. Ma i conti con il passato non sono ancora chiusi. Questo è il terzo e conclusivo volume della trilogia "Cinquanta sfumature".  

ATTENZIONE SPOILER FINALE


Ultimo capitolo della saga di E.L. Jones. Ho scelto di leggerlo nonostante il secondo volume mi avesse di gran lunga deluso e annoiato per cercare di quadrare il cerchio e di capire se veramente l’autrice aveva ancora qualcosa da dire e, soprattutto, se la scelta della trilogia aveva un suo perché.
Per fortuna questo terzo romanzo si è rivelato un po’ più complesso e interessante del secondo, anche se non raggiunge il grado di tensione e originalità del primo.
Il problema principale è che la coppia Anastasia - Christian ha ancora poco da rivelare. Ormai tutto è alla luce del sole, e quindi la tensione tra i due non si alimenta. Nonostante le continue parentesi sessuali tra i due - francamente eccessive e ripetitive - i due piccioncini, ora sposati, sembrano aver poco da dirsi. I colloqui sono banali, sdolcinati, ruffiani. Diventano interessanti - e, finalmente, ironici - solo quando flirtano. Dentro a questo terzo volume per fortuna c’è un po’ di suspense - una breve sfumatura di giallo quando Anastasia, ricattata da Jack Hyde, si fa quasi rapire - ma il rapporto tra i coniugi Grey continua come da copione, con il previsto bambino in arrivo a coronare la felice famigliola.
Valeva la pena di concludere la saga? Francamente non lo so, ma, complice il mare e una leggerezza vacanziera, ho letto abbastanza volentieri quest’ultima puntata della trilogia. Senza starci troppo a pensarci sopra.

Giudizio da 0 a 5: 3 e mezzo.
Consigliato a chi: ha già letto i primi due e vuole capire dove va a parare; ha un debole per i romanzi d’amore, e, possibilmente, è in vacanza e non ha voglia di mettere la testa in ciò che legge…
Curiosità: nelle pagine finali Cinquanta sfumature di rosso regala due extra: un capitolo - assolutamente allucinante - che mostra Christian bambino appena adottato da mamma Grey (e scritto dal punto di vista del Christian treenne, una noia…) e un altro, molto più originale, che racconta la storia iniziale dell’incontro tra Ana e Christian dalla parte di lui. Mi ha ricordato molto il primo capitolo di Twilight raccontato da Edward che la Meyer aveva reso disponibile in rete. Sicuramente non è un extra originale ma è divertente e aggiunge un plus al romanzo.



venerdì 20 luglio 2012

NIENTE di Janne Teller

"Se niente ha senso, è meglio non far niente piuttosto che qualcosa" dichiara un giorno Pierre Anthon, tredici anni. Poi, come il barone rampante, sale su un albero vicino alla scuola. Per dimostrargli che sta sbagliando, i suoi compagni decidono di raccogliere cose che abbiano un significato. All'inizio si tratta di oggetti innocenti: una canna da pesca, un pallone, un paio di sandali, ma presto si fanno prendere la mano, si sfidano, si spingono più in là. Al sacrificio di un adorato criceto seguono un taglio di capelli, un certificato di adozione, la bara di un bambino, l'indice di una mano che suonava la chitarra come i Beatles. Richieste sempre più angosciose, rese vincolanti dalla legge del gruppo. È ancora la ricerca del senso della vita? O è una vendetta per aver dovuto sacrificare qualcosa a cui si teneva davvero? Abbandonati a se stessi, nella totale inesistenza degli adulti e delle loro leggi, gli adolescenti si trascinano a vicenda in un'escalation d'orrore. E quando i media si accorgono del caso, mettendo sottosopra la cittadina, il progetto precipita verso la sua fatale conclusione. Il romanzo mette in scena follia e fanatismo, perversione e fragilità, paura e speranza. Ma soprattutto sfida il lettore adulto a ritrovare in sé l'innocente crudeltà dell'adolescenza, fatta di assenza di compromessi, coraggio provocatorio e commovente brutalità.


Un romanzo provocatorio, controcorrente, che fa riflettere. Più che la scrittura - asciutta, chirurgica - o lo stile - senza orpelli, liscio e ad effetto natural - qui a far da padrona è l’idea, la trama, del tutto nuova e originale. Una trama che scivola appena appena nel torbido, ma senza indugiare, per aggiungere un po’ di verosimiglianza al racconto. Questo libro mi ha ricordato “Dei bambini non si sa niente” di Simona Vinci, libro che ho letto molto tempo fa di cui riecheggia alcuni stilemi - i bambini non come amebe nonpensanti, o come frutti acerbi, ma come un mondo a sé governato da regole ben precise, dove il bene e il male si mescolano, l’odio e l’amore diventano intensi, eccessivi, e governano le azioni. 
La storia è questa: al ritorno dalle vacanze, un ragazzino delle medie (suppergiù tredici anni, siamo in una classe Settima in Danimarca) decide che nulla ha senso, che la vita non ha senso, e perciò non vale la pena sprecare risorse, ma basta riposarsi e stare a guardare ciò che succede: un’eterna girandola uguale per tutti. Decide così, come il barone rampante di Calviniana memoria, di salire su un albero di prugne e, da lì, bersagliare i suoi ex compagni di classe di frutti maturi e di sentenze per creare nuovi proseliti. A poco a poco la sua filosofia comincia a contagiare i ragazzi, come un virus che si espande. La classe si riunisce e decide che va trovata una cura. La prima scelta è quella della violenza: scelgono di colpire a sassate il loro compagno finché non la smetterà di sputare sentenze fastidiose e non scenderà dall’albero. Ma la violenza non sortisce l’effetto voluto. Il ragazzino va a casa per qualche giorno ma poi torna ad arrampicarsi sul suo albero ritorto e a declamare sentenze. 
Altro conciliabolo della classe che porta a questa conclusione: bisogna trovare il significato della vita, farlo conoscere al compagno isolato, convincerlo che l’esistenza ha un senso e quindi farlo scendere dall’albero per fargliela vivere.

venerdì 13 luglio 2012

ANNA VESTITA DI SANGUE di Blake Kendare

Cas Lowood ha ereditato una strana vocazione: uccidere i morti... Suo padre lo faceva prima di essere ucciso dal fantasma che stava cercando di annientare. E ora Cas, armato del misterioso pugnale athame, continua la missione: viaggia di città in città insieme alla madre, una strega, e al suo gatto fiuta-fantasmi, alla ricerca di spiriti malvagi. Quando arrivano a Thunder Bay per eliminare quella che la gente del posto chiama "Anna vestita di sangue", Cas non si aspetta nulla di diverso dal solito. Si trova invece di fronte a una ragazzina posseduta dalla rabbia e vittima di maledizioni, uno spirito diverso da quelli che è abituato a distruggere. Indossa ancora il vestito che aveva quando fu assassinata, nel 1958. Dal giorno della sua morte, Anna uccide chiunque osi entrare nella dimora vittoriana vecchia e cadente in cui un tempo viveva. Gli spiriti delle sue vittime penetrano il legno marcio delle pareti, strisciano sul pavimento ammuffito e viscido delle cantine, senza trovare pace... Per qualche strano motivo però, Anna non uccide Cas. Anzi, si rivela l'unica in grado di aiutarlo a trovare il fantasma maligno che lo ha privato del padre. Così, insieme agli altri strani amici del giovane, streghe e stregoni in erba, formeranno una squadra disposta ad affrontare ogni pericolo. Ma Cas dovrà risolvere un problema ancora più difficile di questo: quale sarà infatti il destino di Anna? 

Finalmente un libro con un punto di vista maschile. Questo ho pensato quando ho letto l'anteprima concessa dalla Newton Compton in rete. Il libro mi aveva intrigato da subito perché mi era sembrato originale per questa voce maschile e con una buona dose di ironia. In più l'argomento fantasmi mi ha sempre affascinato (amo la letteratura gotica) e quindi non ho avuto esitazione ad accaparrarmi il romanzo una volta uscito.
La lettura di "Anna vestita di sangue" non mi ha delusa, ma neanche fatto saltare sulla sedia. Il protagonista è ben caratterizzato e la sua voce narrante funziona bene e in effetti aggiunge un elemento di novità che mancava da tempo in questo tipo di libri. L'argomento fantasmi è ben introdotto, finalmente ci sono delle scene un po' splatter - tutto il buonismo che permea questo tipo di letteratura a volte mi nausea - però la storia è raccontata con troppa leggerezza e diversi momenti (anche cruciali) sono poco approfonditi, alcuni personaggi sono appena accennati e la storia d'amore è veramente all'acqua di rose, poco lavorata, poco curata, molto Young e poco Adult... Insomma l'affezione  rimane in surplace, non raggiunge mai dei buoni livelli di coinvolgimento e così il lettore non si appassiona.
Non ricordo chi diceva che quando si legge un buon libro è come entrare in bellissimo sogno. Se c'è qualcuno che ti parla vicino ti disturba, e il sogno sfuma via... Qui succede qualcosa di simile: la storia va e viene, il lettore non riesce ad entrarci completamente, rimane a guardare, consapevole della realtà che lo circonda. Tuttavia gli elementi di originalità (e un finale decisamente scoppiettante!) valgono se non altro la lettura e, di tanto in tanto, c'è un pizzico di divertimento.

Giudizio da 0 a 5: 3 e mezzo perché non è un brutto libro, pur con tutti i limiti evidenziati.
Consigliato a chi: ama le storie di fantasmi, non cerca una lettura alta, non ha più di 20 anni.
Curiosità: la copertina della versione americana è la stessa ma senza quel fascettone bordeaux che ci ha aggiunto la Newton Compton... io preferisco quella originale. Tanto più che il libro in libreria viene soffocato anche da una fascetta inutile e dal bollone con lo il prezzo scontato... E la cover non si vede più! Il seguito "The Girl of Nightmares" è già uscito in America e ha una copertina ancora più bella.

martedì 10 luglio 2012

CINQUANTA SFUMATURE DI NERO di E.L. James

Profondamente turbata dagli oscuri segreti del giovane e inquieto imprenditore Christian Grey, Anastasia Steele ha messo fine alla loro relazione e ha deciso di iniziare un nuovo lavoro in una casa editrice. Ma l'irresistibile attrazione per Grey domina ancora ogni suo pensiero e quando lui le propone di rivedersi, lei non riesce a dire di no. Pur di non perderla, Christian è disposto a ridefinire i termini del loro accordo e a svelarle qualcosa in più di sé, rendendo così il loro rapporto ancora più profondo e coinvolgente. Quando finalmente tutto sembra andare per il meglio, i fantasmi del passato si materializzano prepotentemente e Ana si trova a dover fare i conti con due donne che hanno avuto un ruolo importante nella vita di Christian. Di nuovo, il loro rapporto è minacciato e a questo punto Ana deve affrontare la decisione più importante della sua vita, e può prenderla soltanto lei... 


Cinquanta sfumature di grigio mi aveva lasciata sospesa, desiderosa di scoprire il seguito e di capire il segreto di Christian. Così ho comprato la seconda puntata di questa trilogia animata di buone aspettative - non grandi, il primo libro non era comunque un super bestseller, però mi aveva divertito - che sono state disattese. Mentre Cinquanta sfumature di grigio ha comunque una grande tensione narrativa dettata da una trama che ha degli sviluppi e dei giochi interessanti (come le mail o gli sms che si mandano i protagonisti ad esempio, o il contratto tra i due), Cinquanta sfumature di nero delude su tutti i piani. Sembra una "melina" cartacea, un romanzo nato solo dal presupposto di occupare pagine.
Il grande segreto di Christian era di fatto già rivelato... mancava davvero poco per prefezionare la definizione del suo atteggiamento verso le donne e il ricordo del passato era già abbastanza esplicitato da piccoli flash nel primo libro. E poi, NON SUCCEDE NIENTE. Il romanzo è infarcito da scene erotiche che dovrebbero appassionare e invece sono ripetitive e melense; la corrente di attrazione tra di loro è sempre a mille - anche e soprattutto quando sono arrabbiati -; i personaggi di contorno - a partire da Jack, il nuovo capo di Anastasia, a Mia, Ethan, José ecc. - sono davvero poco articolati; le scene romantiche sono stucchevoli e inutili - come quella del catamarano...
Insomma, grande delusione per una trilogia cominciata tutto sommato bene. Non so se comprerò il terzo libro perché con questo siamo davvero scaduti verso gli Harmony. Per carità, non sono una di quelle che legge solo alta letteratura, e sono convinta che uno dei maggiori fini della lettura è quello del divertimento. Tuttavia... c'è un limite a tutto.

Giudizio da 0 a 5: 2.
Consigliato a chi: anche non consigliato. Credo possa piacere solo alle affezionate lettrici di Harmony.
Curiosità: il "Nero" che campeggia sul titolo dovrebbe essere cambiato in rosa. Ad ogni modo "Cinquanta sfumature di grigio" è in testa a tutte le classifiche. Furbacchioni... La Universal Pictures si è aggiudicata i diritti per la trasposizione cinematografica del libro. I primi rumors dicono che gli interpreti protagonisti potrebbero essere Angelina Jolie nei panni di Anastasia e Ryan Gosling (nella foto, già visto in Drive) nei panni di Christian Grey. Che ne pensate?

lunedì 2 luglio 2012

Muses di Francesco Falconi

Quando scappa da Roma diretta a Londra, coperta di tatuaggi e piercing, Alice sente che la sua vita potrebbe cambiare per sempre. Ha appena scoperto di essere stata adottata, ma per lei questa notizia è quasi un sollievo. Cresciuta con un padre violento e una madre incapace di esprimere il proprio affetto, ora Alice deve scoprire le sue radici e l'eredità che le ha lasciato la sua vera famiglia. Decisa, risoluta, ribelle, è una violinista esperta ed è dotata di una voce straordinaria. Ed è proprio questa voce a guidarla verso la verità: le antiche nove Muse, le dee ispiratrici degli esseri umani, non si sono mai estinte. Camminano ancora tra noi. I loro poteri si sono evoluti. E Alice è una di loro. La più potente. La più indifesa. La più desiderata da chi vorrebbe sfruttarne gli sconfinati poteri per guidare gli uomini, forzarli se necessario, fino alle conseguenze più estreme. Ma un dono così può scatenare l'inferno. E sta per accadere. 

Per parlare di questo libro bisogna cominciare dalla scrittura. Elegante, ricca, espressiva. Capace di scivolare dentro l'anima con righe ora leggere ora profonde e ricamare una storia lentamente, punto dopo punto. Un tipo di scrittura che risveglia emozioni, che ti incanta di fronte alla pagina.
E' un libro italiano, non il solito Young Adult mordi e fuggi, tanto ritmo e poca forma, un romanzo pensato, lavorato, cesellato fino alla singola virgola.
La protagonista è un'antieroina molto particolare, con i capelli biondo ossigenati alti pochi centrimetri, piena di tatuaggi, di piercing. Un'anima fragile e tormentata, con un'infanzia difficile da scontare e un lato oscuro dentro di sè che chiede a gran voce di essere liberato. Un'Alice che si confronta sempre con se stessa, davanti e dietro lo specchio, cercando di rompere la superficie che la rivede giorno dopo giorno uguale a se stessa e vittima delle sue paure.
E poi ci sono le altre Muse, tutte dotate di una personalità carismatica, originale.
La storia si complica passo dopo passo, traendo spunti dalla mitologia applicata ai giorni nostri (c'è addirittura una Musa della Net Art). L'azione si alterna a pagine quasi liriche di ricordi, sensazioni della protagonista, forse le migliori del romanzo. L'ambientazione londinese è affascinante e ben riproposta in chiaroscuri davvero efficaci. La trama è diversa dal solito (non ci sono vampiri, angeli, licantropi...) e con punte di grande originalità.
Ma ora veniamo ai lati deboli: prima citavo l'italianità del libro riscontrabile nella scrittura curata, nella raffinatezza della parola. Ogni tanto questa cura straordinaria cozza però con l'impellenza del racconto, e la storia ha dei momenti di sospensione, dei rallentamenti che smorzano la tensione.
I personaggi sono tutti ben definiti tranne uno: Ray, il coprotagonista maschile. Di lui sappiamo poco o nulla: che ha gli occhi verdi, che fa parte degli eclettici, che suo padre è morto a causa dell'altra "setta", quella dei pragmatici e lui vuole vendicarlo. A parte la "gentilezza e generosità" con cui si rivolge ad Alice nessun tratto caratteriale lo distingue, e questo fa di lui un personaggio un po' fumoso e debole e di conseguenza la storia d'amore tra i due è poco coinvolgente.
Questo non aiuta di certo nel finale brusco e imprevedibile, che avrebbe anche potuto funzionare se introdotto con qualche pagina di stacco in più... 
Insomma, facendo un bilancio il libro mi ha colpito molto sul piano della scrittura e della idea di base, meno su quello della costruzione narrativa, soprattutto del personaggio maschile e del finale.

Giudizio da 0 a 5: 4-.
Consigliato a chi: cerca un dark fantasy originale, romantico, ambientato a Londra.
Curiosità: di copertine bianche in questo genere di libri se ne vedono poche. Quella di Matched non ha portato fortuna al libro (peraltro molto carino) e per questo motivo la Fazi l'ha riproposto nella versione nera.
Dunque Mondadori ha osato molto in questo caso, ma personalmente ritengo che il rischio abbia ripagato: la cover di Muses è splendida: elegante, accattivante, magica. Un'immagine che non dimentichi e che ti fa venir voglia di prendere in mano il libro subito. NB1: Falconi ringrazia nel libro anche l'amica Virginia De Winter, che, durante una cena anche con altre persone, ha aiutato il Nostro a dirimere alcuni punti della storia (tra poco esce il nuovo libro di Virginia: non vedo l'ora!). NB2: pur essendo un YA è tranquillamente godibile anche dalle trentenni.





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