mercoledì 26 settembre 2012

TU SEI IL MALE di Roberto Costantini

Roma, 11 luglio 1982. La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo Elisa Sordi, giovane impiegata di una società immobiliare del Vaticano scompare nel nulla. L'inchiesta viene affidata a Michele Balistreri, giovane commissario di Polizia dal passato oscuro. Arrogante e svogliato, Balistreri prende sottogamba il caso, e solo quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si butta a capofitto nelle indagini. Qualcosa però va storto e il delitto rimarrà insoluto. Roma, 6 luglio 2006. Mentre gli azzurri battono la Francia ai Mondiali di Germania, Giovanna Sordi, madre di Elisa, si uccide gettandosi dal balcone. Il commissario Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale, tiene a bada i propri demoni a forza di antidepressivi. Il suicidio dell'anziana donna alimenta i suoi rimorsi, spingendolo a riaprire l'inchiesta. Ma rendere finalmente giustizia a Elisa Sordi dopo ventiquattro anni avrà un prezzo ben più alto del previsto. Balistreri dovrà portare alla luce una verità infinitamente peggiore del cumulo di menzogne sotto cui è sepolta, e affrontare un male elusivo quanto tenace, che ha molteplici volti uno più spaventoso dell'altro.

Mi scuso per questo lungo periodo con pochi post, dovuto essenzialmente a due motivi: a) l'uscita del mio primo libro, che mi ha immerso in un turbinio di emozioni e di attività da fare; b) la lettura importante di un romanzo un po' distante dai miei soliti per genere, complessità, e mole.
Proprio di questo libro, "Tu sei il male" di Roberto Costantini, vorrei parlarvi.
Me l'ha prestato una cara amica, e solo per questo l'ho letto. I gialli non sono proprio il mio genere. Le costruzioni macchinose e troppo matematiche infatti mi allontanano dalla pagina, raffreddano le mie emozioni,  e non mi suscitano ammirazione e coinvolgimento. Questa volta però non siamo di fronte solo al classico romanzo giallo scritto a tavolino da una mente sopraffina - anche se c'è pure questa componente, naturalmente, e a livelli eccelsi -. L'ingrediente che più mi è piaciuto in questo libro chirurgico e perfetto, adamantino, è l'intensità dei sentimenti che lo pervadono, la rabbia, la sete di vendetta, l'amore, la disperazione, la pulsione verso l'autodistruzione... "Tu sei il male" mette a nudo tutto e tutti, mostrando il cuore pulsante dell'umanità. Per Costantini non c'è ombra sotto la quale potersi rintanare, e le macchie sono dappertutto. Macchie dell'anima, rimorsi, peccati, bugie. Tarli che lavorano in ognuno di noi, perché nessuno è innocente.

Recentemente ho partecipato a un incontro di Pier Luigi Di Piazza a Pordenonelegge.it. Il noto prete di frontiera che ha fondato il Centro Balducci in provincia di Udine si è sentito a un tratto definito dal suo intervistatore "un uomo schierato". E, in un impeto di lucido coraggio, ha preso in mano il microfono e, con un tono capace di risvegliare qualunque mente addormentata, ha detto "che siamo tutti schierati, che anche coloro che non credono di esserlo lo sono". Il succo della sua frase provocatoria, meglio argomentata di come io l'ho presentata in queste poche righe, è che il coinvolgimento nei fatti del mondo è di tutti, ciascuno a suo modo, come una goccia nell'oceano, apporta il suo contributo. Pertanto, ribaltando la questione, quando Costantini scrive che nessuno è innocente, e capisce che il male vero non è quello del violento e mefistofelico Hagi, nè dell'ex mostro Manfredi, ma di una persona adamantina e distaccata, che si crede a un palmo dal resto della gente, vuole dire la stessa cosa. Che siamo padroni delle nostre vite, che ogni scelta influenza non solo la nostra esistenza, ma il destino di tanti.
Il libro è suddiviso in due parti, distanti 26 anni una dall'altra, che ci mostrano l'evoluzione della storia e dei suoi personaggi, con una costruzione veramente attenta e analitica. Le tematiche che tocca sono molte, dai rapporti Stato Vaticano alla convivenza con gli immigrati, dalla corruzione della politica alle briciole di nobilità rimaste, dalla memoria della Libia al passato politico degli anni Settanta.
Il protagonista, Michele Balistrieri, detective pieno di macchie nel suo passato, ingabbiato in una rabbia che fatica a controllare e corroso dai rimorsi, è un personaggio forte, controverso, appassionante. La sua amicizia con Angelo Dioguardi è uno scampolo di normalità in una vita segnata, una parentesi che sembra fuori dal mondo ma che invece si rivelerà un altro ennesimo tassello nel puzzle in costruzione. La scena finale, in cui Michele e Angelo guardano il piccolo uccellino morire sotto agli occhi della madre, che pur si allontana cinguettando (la vita che non finisce), fa capire che non c'è redenzione, non c'è una vera e propria felicità, se non quegli attimi che riusciamo a rubare tra una nuvola e l'altra. E che l'umanità vive vivendo, agendo, schierandosi. Fino alla fine.

Giudizio da 0 a 5: 4 (ma solo perché non amo questo genere).
Consigliato a chi: vuole un giallo serio, importante, con una filosofia alle spalle.
Curiosità: "Tu sei il male" è il primo volume di una trilogia. Nei prossimi volumi probabilmente l'autore ci svelerà il misterioso passato di Michele Balistreri. Roberto Costantini è un ingegnere e scrive di aver costruito la trama con diagrammi di flusso ecc. Un progetto così articolato e perfetto in effetti necessitava di una mente matematica e analitica. Ma la forza delle emozioni che traspaiono dal libro è quella di un animo in cerca, che si tormenta e chiede. Chi ha voglia, può leggere l'intervista qui.

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