martedì 28 agosto 2012

LA CASA DEL VENTO E DELLE OMBRE di Deborah Lawrenson

Ci sono profumi in grado di parlare al nostro cuore: alcuni sono sensuali e misteriosi, inafferrabili, altri fanno riaffiorare ricordi che pensavamo sepolti per sempre nei recessi della memoria, altri ancora rivelano la vera natura di persone o luoghi che eravamo sicuri di conoscere. Ma esistono anche profumi in grado di presagire qualcosa di terribile.Questo è ciò che è stata costretta a imparare Eve, una giovane donna americana che per amore ha lasciato tutto, il lavoro, la famiglia, gli amici, e che ora per quell’amore potrebbe perdere molto di più. Il giorno in cui aveva incontrato Dom, aveva capito di aver finalmente trovato l’uomo della sua vita. Lui era affascinante, maturo e, soprattutto, il suo passato era avvolto nel mistero. Dopo qualche settimana trascorsa insieme, le aveva proposto di seguirlo nel Sud della Francia in una vecchia casa abbandonata da anni, Les Genévriers, circondata da campi di lavanda. La loro prima estate insieme si era rivelata meravigliosa, le giornate si susseguivano pacifiche tra la musica, i libri e i profumi della campagna.Con l’arrivo dell’autunno, però, qualcosa tra loro si era incrinato. Le insistenti domande di Eve sul suo passato avevano spinto Dom a una freddezza che non aveva mai dimostrato. E poi c’erano le strane ombre che continuavano ad apparire in giardino, sempre accompagnate da un particolare profumo, e che sembravano scrutare ogni movimento di Eve. La casa che inizialmente l’aveva accolta, in realtà nascondeva un segreto che la sua razionalità non poteva e non voleva comprendere. Un segreto che ora potrebbe aprirle gli occhi sull’uomo che ha accanto e sull’inscindibile legame tra amore e morte.

La casa del vento e delle ombre di Deborah Lawrenson - titolo stupendo - è un libro gotico sui generis. Ricorda infatti la celebre Rebecca di Daphne Du Maurier (a cui dichiratamente si ispira) e le atmosfere più cube di Jane Eyre, mischiandole con i profumi e i colori della Provenza rubati ai libri di Joanne Harris. Ne esce uno strano mix, che a volte funziona e a volte no. Ma vediamolo nel dettaglio.
Il ritmo del libro è molto lento, riflessivo, con ampie descrizioni evocative. Da subito c'è un forte senso di condanna, di pericolo che aleggia intorno alla protagonista e al rapporto d'amore con il suo compagno Dom. Ci sono tutti gli elementi dei più conosciuti romanzi gotici: la casa misteriosa, la nebbia, una natura spesso inospitale (la Provenza in inverno), fantasmi, pazzia, delitti, segreti inconfessabili, un passato che non perdona e un amore maledetto.
Il libro si muove su due diversi piani temporali intrecciando le vite delle due "inquiline" della casa di Les Genevières. La tensione matura sempre di più a ogni pagina fino allo svelamento finale, peraltro già annunciato.
Ci sono due elementi in particolare che non funzionano nel libro:
A) la protagonista, troppo scialba e poco carismatica, che non ispira empatia e partecipazione al lettore;
B) una scrittura troppo ricca di immagini e di descrizioni che appesantiscono il ritmo e spezzano la suspense.
Difetti che impediscono il coinvolgimento nella trama e nelle atmosfere costruite, allontanando il lettore e a tratti annoiandolo. 
Insomma, come avrete capito il romanzo non mi ha convinto del tutto, anche se ha alcuni elementi originali.

Giudizio da 0 a 5: 3 e mezzo.
Consigliato a chi: ama i libri gotici, la Francia, i romanzi di Joanne Harris.
Potresti leggere anche: Il seme del male di Joanne Harris
Curiosità: la copertina del libro nella versione americana era forse più bella e interessante, e si poneva di più nella fascia gotica rispetto a quella italiana, che colloca il romanzo più nella letteratura al femminile per eccellenza. Qui un assaggio del primo capitolo gratis


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