lunedì 19 dicembre 2011

The Summoning di Kelley Armstrong


Chloe Saunders, una teenager come tante. Pochi sogni nel cassetto, ancora nessuna particolare aspirazione, se non quella di diplomarsi con un voto decente, avere molti amici, magari trovare un ragazzo da amare. Sebbene le sue aspettative siano basse nei confronti della vita, mai avrebbe potuto immaginare che nel bagno della scuola, invece di ragazze che si rifanno il trucco, o parlano del giocatore di football che le ha invitate al ballo, le sarebbe apparso il bidello della scuola, il bidello morto. Chloe infatti può vedere i fantasmi, e loro possono vedere lei. La sua vita non sarà mai più la stessa. Molto presto gli spettri sono ovunque, le richiedono attenzione, invocano il suo aiuto. È troppo per lei: la ragazza ha un crollo nervoso, tanto da essere internata in una casa per ragazzi disturbati. Lyle House, "un posto per ritrovare la serenità", reciterebbe una brochure, se ne esistesse una. Purtroppo la realtà si rivela presto meno patinata e tranquilla, quando Chloe conoscerà meglio gli altri pazienti - le due compagne di stanza: la detestabile Tori, una persona sin troppo elettrica, e Rae, che ha un "problemino" col fuoco, l'affascinante Simon e l'ombroso fratello Derek, la cui ostilità nei suoi confronti si stempererà lentamente, sbocciando in un affetto che nessuno dei due avrebbe previsto - la ragazza inizierà a realizzare che c'è qualcosa di sinistro che lega tutti loro, che c'è una vena molto più oscura che si cela nelle fondamenta di Lyle House... 

Ennesima lettura sbagliata. Ma c'è qualcosa di dark o urban fantasy (mi vanno bene anche i distopici) nelle uscite di novembre-dicembre che valga la pena leggere? Non ho trovato nulla, così ho preso The Summoning. Il richiamo delle ombre, che mi aveva incuriosito già all'uscita  perché metteva in campo finalmente i grandi esclusi di questo genere: i fantasmi, finora poco o punto trattati. Però il libro - nonostante il commento positivo di Melissa Marr, che stimo (per me gliel'hanno estorto a peso d'oro) - è veramente deprimente. Scialbo, con una trama prevedibile e molto buonista (dove la distanza buoni/cattivi è abissale), e una protagonista per niente carismatica.
Ho seguitato a leggerlo fino alla fine sperando in qualche svirgolatura della trama, in un ispessimento dei personaggi... cose che non sono avvenute. E anche il finale sospeso non mi ha lasciato nessuna tensione, nessun desiderio di proseguire con la lettura. Non salverei nulla, se non l'idea di inserire i fantasmi nel genere, che mi stuzzica molto. Scopro, leggiucchiando in rete, che The Summoning è il primo di una trilogia (Darkest Powers) seguita poi da un'altra e da altri libri sparsi che riuniscono sempre gli stessi protagonisti. Progetto ambizioso e interessante... se non fosse per questo inizio davvero deludente.

Giudizio da 0 a 5: 2 (solo perché ha una scrittura appena decente e perché nutro una simpatia per la Lain-Fazi)
Consigliato a chi: piacciono le letture semplici, giovanilistiche (la protagonista ha 15 anni) e stereotipate.
Curiosità: il libro è stato messo in vendita al prezzo promozionale di 9 euro (operazione che anche Newton Compton fa da qualche tempo). Almeno ho speso poco! Però l'adesivo, che dovrebbe essere di quelli riposizionabili, per non lasciare segni sulla copertina, non si scolla neanche morto! Nonostante il mio parere super negativo, le quattro recensioni presenti su IBS sono tutte positive. Dimenticavo: Kelley Armstrong è anche l'autrice di "Bitten", sempre Fazi, che ha ricevuto più elogi (ma che non ho letto e quindi non posso confrontare).

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