lunedì 7 gennaio 2013

IL GIARDINO DELLE PESCHE E DELLE ROSE, di Joanne Harris

Il vento ha ricominciato a soffiare. Vianne Rocher lo sa: è un segnale, qualcosa sta per succedere. Quando riceve una lettera inaspettata e misteriosa, capisce che ormai niente può opporsi a quel richiamo. Vianne non ha altra scelta che seguirlo e tornare a Lansquenet, il villaggio dove tutto è cominciato, il paese dove otto anni prima aveva aperto una cioccolateria. Qui, adesso come allora, regnano ancora la diffidenza e i pregiudizi, ma molte cose sono cambiate. Il profumo delle spezie e del thè alla menta riempie l'aria, donne vestite di nero camminano veloci e a capo chino per le viuzze e di fronte alla Chiesa, sulla riva del Tannes, è stato costruito un minareto. All'inizio la convivenza tra gli abitanti e la comunità musulmana era stata tranquilla e gioiosa, ma un giorno tutto era cambiato ed erano iniziate le incomprensioni, le violenze, il fuoco. Il curato Francis Reynaud è disperato e vuole a tutti i costi salvare la sua comunità e tornare all'armonia di una volta. E ha capito che solo una donna può aiutarli, Vianne, l'acerrima nemica di un tempo. Solo lei potrebbe portare la pace, solo lei potrebbe capire gli occhi diffidenti e impauriti delle donne che si celano sotto il niqab. Ma soprattutto solo lei può comprendere l'enigmatica e orgogliosa Inès. Ma non è facile leggere la paura e sconfiggere le ipocrisie e le menzogne che serpeggiano tra le due comunità. Eppure Vianne sa come fare, c'è una vecchia ricetta che potrebbe venirle in soccorso... 

Vianne è tornata a Lasquenet, è vero, ma Chocolat aveva già avuto un seguito. In Scarpette rosse infatti Joanne Harris ci aveva già regalato un altro episodio di Vianne Rocher alle prese con un uragano di donna che rispondeva al nome di Zozie De l'Alba. Era una storia magica e misteriosa, conturbante e profumata... che faceva seguito a Chocolat ma allo stesso tempo scriveva una pagina nuova, con personaggi che ritornavano (Roux) e altri che arrivavano nella trama...
Quindi sostenere che Il giardino delle pesche e delle rose sia il seguito di Chocolat - come è stato presentato a livello promozionale - non è corretto. Senza contare poi che Joanne Harris non è solo Chocolat, ma ha al suo attivo un nutrito numero di libri tra cui diversi veramente riusciti (La spiaggia rubata, La donna alata, Vino, patate e mele rosse giusto per citarne qualcuno) che però non hanno avuto la fortuna di avere il lancio dato dal film con Juliette Binoche e Johnny Depp.
Tornando a noi quando ho letto le prime recensioni del libro della Harris ho avuto un moto di rifiuto: dei romanzi amo proprio l'evasione dalla realtà e il tema del diverso,anzi, del diverso musulmano, sempre alla ribalta della cronaca e ancora di più in quella francese, non mi attirava per niente. Ma ha ragione Silvana De Mari quando dice che alla fine la letteratura fantastica riesce a inscatolare i mostri e a parlare della realtà meglio e in modo più emozionante dei giornali o dei saggi...

Quindi pollice su assolutamente per questo bel libro a due voci (quella di Vianne e quella del curé di Lasquenet sur Tannes, padre Reynaud) scritto magistralmente, che ti proietta dentro a una favola di magia, di sentimenti, di valori vecchi e nuovi. Una storia saporita e leggera, condita con suspense e una punta di romanticismo, che si legge in punta di cucchiaino. 
I personaggi sembrano appena abbozzati ma invece, dentro alle parole, in mezzo ai profumi, si scopre quanto siano stati approfonditi; Lasquenet non è una quinta, ma un personaggio fantasma del libro, che parla e interagisce con la storia, aggiungendo sapore.
L'unico neo che posso trovare a questo libro è probabilmente stato imposto all'autrice: alcuni riferimenti ruffiani a Chocolat in scene e tematiche non strettamente necessarie alla trama che francamente si potevano evitare...
Per il resto potremmo dire che Il giardino delle pesche e delle rose è come una crème brulèe: dalla crosta - e apparenza - dura, ma dentro caldo e dolcissimo. Che si squaglia in bocca.

Giudizio da 0 a 5: 5- (il mio lato romantico avrebbe gradito una partecipazione più attiva di Roux).
Consigliato a chi: ama Joanne Harris, il modo in cui dipinge un'atmosfera, i suoi dialoghi a volte onirici, i suoi silenzi parlanti, il gusto delle sue parole (a proposito: ottima traduzione!).
Potresti leggere anche: io ho amato La donna alata, che consiglio vivamente.
Curiosità: Joanne Harris ha scritto anche due libri molto strani e abbastanza isolati rispetto alla sua produzione. Si tratta de Il ragazzo con gli occhi blu e Le parole segrete. Aveva già fatto degli ottimi tentativi con il romanzo gotico, ma invece questi due sul giallo (il primo) e sul fantasy (il secondo) non mi sono sembrati molto ben riusciti. PS: Il giardino delle pesche e delle rose in realtà in inglese è Peaches for monsieur le curé. La copertina italiana, come potete vedere, è di gran lunga più bella e mette al primo posto Lasquenet e non le pesche che in fondo, nel libro, hanno poco spazio...


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