sabato 11 febbraio 2012

DELIRIUM di Lauren Oliver


Nel futuro in cui vive Lena, l'amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. È per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un'operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. Lena non vede l'ora di essere "curata", smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all'operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari, a Lena capita l'impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l'importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita...


Ho amato le prime trenta pagine alla follia. Perfette. Ogni parola al posto giusto, ogni sfumatura calibrata al millimetro, il ritmo sincopato e trascinante, le descrizioni evocative con pochi aggettivi e belle metafore, le emozioni che trapelano dalla pagina a ondate, attraverso falle aperte apposta qua e là per colpirti dove devono.
Poi... un po' di noia e di già visto. La storia è molto simile a Matched. Un mondo del futuro iper controllato, dove si sostiene che l'amore (il delirium appunto) sia una malattia all'origine di tutti i mali del mondo (crimini, guerre, morti per malattia...) e pertanto a 18 anni le persone vengono operate per depurarle dal "vizio" connaturato, da questa propensione ad amare che alberga nella parte del cervello dove risiedono anche le emozioni e la creatività. Un piccolo intervento e tutto va a posto, i ragazzi annullati, appiattiti in una serenità vuota ma calma vengono poi accoppiati per attitudine e interessi, facendo combaciare dei numeri frutto di una sterile valutazione. Anche la quantità dei figli viene decisa a tavolino considerando l'equilibrio della coppia e le capacità economiche. Persino i libri e la musica sono censurati, a favore della semplicità e di un'armonia fittizia che rimane in superficie. Un mondo dove felicità fa rima con sicurezza e tranquillità, dove nessuno si ribella e tutti temono le manifestazioni dell'amore e soprattutto le possibilità del contagio.
Lena, la protagonista, cui i genitori sono morti per colpa dell'amore (la madre suicidata, il padre ucciso perché simpatizzante con le Terre Selvagge, ovvero i luoghi fuori dalla città controllata dove ancora ci sono persone - definite invalide - che vivono l'amore) è terrorizzata dall'amore, reo di aver sconvolto la sua vita. Vede come un traguardo a cui aspirare il giorno fissato per la sua procedura, nonostante qualcosa in lei, nel profondo, ambisca a ribellarsi. La sua voglia di libertà è testimoniata dalle corse con Hana, la sua migliore amica, dalla sua passione per il colore grigio all'alba - un colore indefinibile a afferente totalmente alla sfera delle emozioni - per la sua curiosità per le Terre Selvagge.

A far scatenare la miccia in lei Alex, un invalido infiltrato nell'esercito di controllori, che si innamora di lei. Il seguito è abbastanza prevedibile: lei ricambia il suo amore, che viene contrastato in tutti i modi. La data della sua procedura è anticipata ma poi... Beh il finale è un po' più creativo anche se non originale.
Manca, secondo me, nell'economia di tutto il libro, un po' di spessore. La storia è troppo prevedibile. Dopo i primi sviluppi, davvero interessanti, si avvia verso uno svolgimento atteso e telefonato. Sarebbero serviti forse più personaggi, più scene al cardiopalma, più complessità nella storia della protagonista. Un peccato, perché il libro si fa leggere bene, è fluido e, nelle prime pagine, molto coinvolgente.
E' comunque un buon libro... però è come se fosse un soufflé nel forno: alto, meraviglioso, appetitoso, che quando tiri fuori bruscamente si abbassa e si sgonfia, accartocciandosi su se stesso.
Ho letto che l'autrice ha già pubblicato un altro libro per Piemme che, dalla trama, sembra interessante. Le darò senz'altro un'altra possibilità. Ne vale la pena.

Giudizio da 0 a 5: 4+ (il + per la scrittura, davvero incisiva).
Consigliato a chi: ama i libri distopici romantici.
Curiosità: il libro è un po' una sorta di Giulietta e Romeo del futuro. Il capolavoro di Shakespeare peraltro viene anche ricordato tra le pagine, dal momento che è considerato un testo scolastico (perché mostra a quali orrori può portare l'amore!). Molto originali, nel testo, gli inserimenti di articoli, estratti, parti di leggi per spiegare il mondo creato. Davvero un bel modo per non perdere tempo in noiose spiegazioni e dipingere comunque lo scenario. Il romanzo è un Y A, ma si può leggere a tutte le età.

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