martedì 15 novembre 2011

LUCE di Elena P. Melodia


 My Land: un mondo parallelo al nostro, costituito interamente d'acqua. Un'acqua cristallina eppure malsana, increspata dalla corrente di dolore delle anime che popolano questa dimensione in attesa di incarnarsi e prendere possesso di un corpo umano. Sono le anime dei Mai Nati, avvinte - come figli succubi di un padre malvagio - all'autorità del loro signore, il Leviatano. Da questo mondo viene Alma: diciassette anni, e una bellezza fredda come il ghiaccio che riflette la sua incapacità di provare qualunque emozione. I timori, i battiti del cuore, gli amori brevi come fiammate dei suoi coetanei sono infatti preclusi a una Mai Nata. Il cammino di Alma per prendere coscienza della sua natura, acquisire la capacità di amare e la semplice possibilità di gioire o soffrire come tutti è lungo e sofferto. Percorrerlo significa avviare una lotta senza quartiere contro il Leviatano e i suoi sicari, i Master, cacciatori implacabili dei Mai Nati che hanno osato ribellarsi, responsabili di una serie di orribili omicidi che da tempo stanno insanguinando la città e che Alma ha la misteriosa capacità di prevedere. Sola, sempre più accerchiata da una forza malefica e soprannaturale, Alma troverà l'alleato più fedele in Adam, nella normalità e nel coraggio di un semplice compagno di scuola da sempre innamorato di lei.

Terzo e ultimo capitolo della saga YA "My Land" della Fazi firmata da Elena P. Melodia. Nel primo libro (Buio) Elena ci ha avvicinato lentamente a questo mondo strano, parallelo, di My Land. La protagonista, Alma, sa poco di sé ma è terrorizzata perché ogni sera sogna assassinii che poi si avverano. In più lei, algida, distante dalle emozioni e dai sentimenti, prova un'inspiegabile attrazione verso Morgan, un ragazzo dagli inquietanti occhi viola misterioso e stravagante.
Nel secondo libro (Ombra) Elena ci ha spiegato le ragioni per cui Alma è così (algida, distante...) e ci ha raccontato bene chi è Morgan e cos'è e come funziona My Land (non scendo nei dettagli per non spoilerare).
Nel terzo libro (Luce) la lotta contro il male si trasforma in una serie di battaglie che sembra non finire mai, My Land diventa sempre più familiare e così la sua "anima" letale, il burattinaio che muove i fili dei Mai Nati, il Leviatano, e la fine di tutto è una non fine, lungo il tragitto verso una pace e un futuro possibile.

Allora, andiamo per ordine. Il primo libro di Elena (Buio), che ho letto ormai più di due anni fa, mi aveva entusiasmato. Elena ha una scrittura infatti molto moderna, ben cadenzata, con un ritmo veloce e uno stile secco, grintoso. Nel libro si delineava appena una situazione, il tutto era un fumoso e un po' troppo sospeso per i miei gusti - sono dell'idea che ciascun libro di una trilogia dovrebbe avere un inizio e una fine ben delineati e accontentare un po' la voglia del 'gran finale' presente in tutti i lettori. Però nella sostanza mi era piaciuto ed ero ansiosa di leggere il secondo per capirci un po' di più.

Secondo libro: (Ombra): coinvolgente, appassionante. Un aumentare della tensione pagina su pagina fino ad arrivare allo svelamento del mistero, la vera natura di Alma e di My Land. Ottima conclusione anche, sospesa ma sufficientemente drammatica da appagare il lettore. Il libro più bello della saga.

Terzo libro: inizio lento, in sordina. Poi un po' di azione movimenta il tutto ma non è sufficiente a creare quello stato di suspence che aveva permeato il secondo libro né il senso del mistero che aveva caratterizzato il primo. Alma fa delle cose - qui non posso scendere in dettagli per non spoilerare, mi dispiace - che non stanno davvero in piedi, i personaggi non sono ben delineati, si creano situazioni assurde (come quando Alma si introduce a casa di una vittima dei Mai Nati e si ferisce alla gamba per poi fasciarsi da sola - perché sua madre fa l'infermiera...). E vogliamo parlare del finale?
 Deludente, aperto, inconcludente. Ci vengono spiegate poche cose, non c'è pathos, non c'è azione. E l'amore? Non scendo in dettagli per le ragioni di cui sopra ma davvero mi sembra tutto assurdo. E sì che la scrittura è sempre la stessa, anzi, forse ancora più curata (tranne una cosa che mi ha davvero dato un enorme fastidio: a cosa serve riportare i dialoghi telefonici solo dalla parte della protagonista pieni di inutili battute di dialogo inframezzate dai puntini che potevano benissimo essere riassunti narrativamente?). Non capisco davvero. Il terzo libro di una trilogia dovrebbe essere una sorta di apoteosi, dovrebbe essere il momento più alto della storia, quello in cui si tirano i fili, dove tutto viene a galla, dove il lettore è più coinvolto. E invece continuavo a guardare verso il mio comodino, dove riposava in attesa il quinto libro degli Shadowhunters, sperando di finire presto per cominciare una nuova storia più soddisfacente. Insomma: che peccato.

Giudizio da 0 a 5: 3- (ma solo per la scrittura)
Consigliato a chi: posso essere sincera? anche non consigliato. La delusione è talmente cocente che non me la sento di consigliarlo. Meglio rimanere con il bel ricordo lasciato dal secondo e non concludere la saga.
Curiosità: si dice che i primi due libri abbiano venduto 50.000 copie, un gran bel numero. Elena P. Melodia proviene dal mondo editoriale, nel quale ha lavorato e già pubblicato. Il suo cognome ovviamente è fittizio.

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