giovedì 27 settembre 2012

LA COLONIA SOMMERSA di Kat Falls

Ty Towson ha quindici anni, ed è il primo tra i pionieri a essere nato e cresciuto in una delle colonie sommerse. Il suo è un mondo post-apocalittico, quasi totalmente ricoperto dall'acqua. Il genere umano si è in gran parte trasferito negli sconfinati abissi oceanici, dove le case hanno la forma di gigantesche meduse attorno alle quali si estendono grandi coltivazioni sottomarine; gli uomini, la cui pelle emana uno strano bagliore, si nutrono di piccoli pesci luminescenti, hanno riserve di ossigeno liquido per respirare e si spostano a bordo di mantascafi, tra i riverberi color smeraldo emessi dai terribili squali lanterna. Ma in questo universo alla rovescia, è l'incontro con Gemma, una giovane abitante delle terre emerse, a cambiare la vita di Ty. Lei è scesa nelle profondità marine alla ricerca del fratello scomparso, e proprio mentre lui si offre di aiutarla, al ragazzo viene dato l'incarico da parte della Lega delle colonie sommerse di sgominare una banda di pirati che, a bordo del sottomarino Specter, sta mettendo in pericolo il suo mondo. Insieme i due dovranno avventurarsi in città remote, alla scoperta di oscuri segreti che nemmeno il buio dell'oceano riuscirà a tenere nascosti.

La scelta della prima persona maschile e l'ambientazione sono le uniche cose che mi sento di salvare in questo libro. Uno scenario originale, un mare selvaggio, popolato di creature misteriose che compaiono all'improvviso nel buio e nel silenzio, di umani dalla pelle dai riflessi luminosi come le scaglie dei pesci, di case-anfibi dalle forme sinuose che richiamano la fauna marina, di abissi che si aprono come bocche pronte ad inghiottirti... Una dimensione particolare e perfetta per un romanzo d'avventura. Più che a un distopico o a un fantasy, a questo ci troviamo di fronte: a un romanzo d'avventura per ragazzi. I protagonisti infatti hanno quindici anni e si ritrovano ad avere a che fare con la ""banda della gramigna di mare" (nome meno ridicolo no?) capitanata da un bandito fantasma muscoloso, dalla pelle luminescente e gli occhi neri (!). La trama è esile esile, il rapporto tra i due ragazzi è fresco e giovane, ma non offre alcun spunto; quasi tutta la prima parte del libro è utilizzata per descrivere la dimensione bentonica, ovvero la colonizzazione del mare e la vita nel mondo dopo l'innalzamento delle temperature e la supremazia dell'acqua sulla terra. Costruzione affascinante, ma che dopo un po' stanca e annoia. Le scene d'azione e tutto il libro sono ben scritti, con un linguaggio fluido e piano, ma il ritmo e la tensione narrativa sono davvero carenti. Non so se darò un'altra chance a questa duologia (scelta strana, peraltro, quella di due libri...). Mi sembra davvero di più un bel libro per ragazzi - mio figlio di otto anni e mezzo mi chiede tutte le sere di leggerlo assieme - che un romanzo per adulti (o giovani adulti). Ho superato l'età per appassionarmi a queste storie.

Giudizio da 0 a 5: 2 più per la delusione però.
Consigliato a chi: ha meno di 18 anni e vuole un romanzo d'avventura. Ama il mare.
Potrebbe piacerti anche: Storie del mare, di Folco Quilici.
Curiosità: copertina stupenda, voti in rete deludenti... 

mercoledì 26 settembre 2012

TU SEI IL MALE di Roberto Costantini

Roma, 11 luglio 1982. La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo Elisa Sordi, giovane impiegata di una società immobiliare del Vaticano scompare nel nulla. L'inchiesta viene affidata a Michele Balistreri, giovane commissario di Polizia dal passato oscuro. Arrogante e svogliato, Balistreri prende sottogamba il caso, e solo quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si butta a capofitto nelle indagini. Qualcosa però va storto e il delitto rimarrà insoluto. Roma, 6 luglio 2006. Mentre gli azzurri battono la Francia ai Mondiali di Germania, Giovanna Sordi, madre di Elisa, si uccide gettandosi dal balcone. Il commissario Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale, tiene a bada i propri demoni a forza di antidepressivi. Il suicidio dell'anziana donna alimenta i suoi rimorsi, spingendolo a riaprire l'inchiesta. Ma rendere finalmente giustizia a Elisa Sordi dopo ventiquattro anni avrà un prezzo ben più alto del previsto. Balistreri dovrà portare alla luce una verità infinitamente peggiore del cumulo di menzogne sotto cui è sepolta, e affrontare un male elusivo quanto tenace, che ha molteplici volti uno più spaventoso dell'altro.

Mi scuso per questo lungo periodo con pochi post, dovuto essenzialmente a due motivi: a) l'uscita del mio primo libro, che mi ha immerso in un turbinio di emozioni e di attività da fare; b) la lettura importante di un romanzo un po' distante dai miei soliti per genere, complessità, e mole.
Proprio di questo libro, "Tu sei il male" di Roberto Costantini, vorrei parlarvi.
Me l'ha prestato una cara amica, e solo per questo l'ho letto. I gialli non sono proprio il mio genere. Le costruzioni macchinose e troppo matematiche infatti mi allontanano dalla pagina, raffreddano le mie emozioni,  e non mi suscitano ammirazione e coinvolgimento. Questa volta però non siamo di fronte solo al classico romanzo giallo scritto a tavolino da una mente sopraffina - anche se c'è pure questa componente, naturalmente, e a livelli eccelsi -. L'ingrediente che più mi è piaciuto in questo libro chirurgico e perfetto, adamantino, è l'intensità dei sentimenti che lo pervadono, la rabbia, la sete di vendetta, l'amore, la disperazione, la pulsione verso l'autodistruzione... "Tu sei il male" mette a nudo tutto e tutti, mostrando il cuore pulsante dell'umanità. Per Costantini non c'è ombra sotto la quale potersi rintanare, e le macchie sono dappertutto. Macchie dell'anima, rimorsi, peccati, bugie. Tarli che lavorano in ognuno di noi, perché nessuno è innocente.

sabato 15 settembre 2012

IO SONO HEATHCLIFF di Desy Giuffrè

Elena Ray è bella, ricca, viziata. I ragazzi cadono ai suoi piedi, l'unica preoccupazione è lo shopping in compagnia della scatenata amica Stella. Eppure da settimane non riesce più a dormire. I suoi sogni si trasformano in incubi, svegliandola di soprassalto. È forse a causa della tensione per l'imminente viaggio in Inghilterra insieme ai genitori, da cui la dividono incomprensioni e silenzi, oppure è qualcosa di più oscuro, il potere di una voce, di un richiamo che talvolta si impossessa di lei e la fa agire contro la sua volontà? La stessa, inspiegabile sensazione che da un po' di tempo prova Damian, ragazzo cresciuto sulla strada, troppo duramente e troppo in fretta, segnato dall'abbandono del padre e costretto a guardarsi dallo zio malavitoso. Due vite che non hanno niente in comune, se non un incontro casuale e, da quell'istante, l'impossibilità di levarsi dalla mente l'intreccio dei loro sguardi. Ancora non sanno che le proprie esistenze sono già indissolubilmente legate: così vuole l'antica maledizione sprigionatasi dalle ceneri di una passione disperata: quella tra Catherine Earnshaw e Heathcliff, i protagonisti di "Cime tempestose". Un classico senza tempo rivive nel primo sequel fantasy del capolavoro di Emily Bronté, insieme ai suoi indimenticabili personaggi, divenuti spettri senza pace che ora, a distanza di secoli, sono disposti a tutto, anche ad appropriarsi dei destini di due ragazzi fragili e tormentati di oggi, per poter rivivere il loro sfortunato amore.

Non ho letto "Cime tempestose" pur avendolo a casa per un lungo periodo - mi era stato regalato per la Comunione assieme a "Piccole donne" (facevano parte entrambi dell'educazione letteraria di una giovane donna degli anni Novanta) però naturalmente conosco la trama e ho studiato la posizione del romanzo nella storia della letteratura. Perciò ero scevra da pregiudizi quando ho affrontato il libro "Io sono Heathcliff" di Desy Giuffré. Le primissime pagine mi sono sembrate folgoranti, talmente ben cesellate, con delle immagini forti, poetiche e violente al contempo, che subito il libro mi è entrato dentro. Mi sembrava davvero di essere nella brughiera dello Yorkshire spazzata dal vento, il cuore in tumulto, spettri oscuri che mi guatavano nelle tenebre... 
L'idea di base del romanzo- quella di far rivivere i personaggi di Cathrine ed Heathcliff in forma di fantasmi che condizionano il destino dei due nuovi giovani amanti - mi è sembrata molto interessante, originale. La scrittura è scorrevole e, a tratti, molto pittorica, con quadri ben costruiti e i personaggi di contorno ben delineati. Tuttavia ho avuto l'impressione che, in mezzo al libro, ci fosse un po' di melina, un cambio di ritmo, pagine dove accadeva poco e che sembravano messe lì per fare numero. Situazione aggravata da alcune svolte narrative poco verosimili - quando i protagonisti si ritrovano "per caso" al lago, ad esempio - e da un rapporto d'amore - quello tra Elena e Damian - che viene poco approfondito, poco raccontato, non riuscendo a coinvolgere del tutto... Insomma, a conti fatti il libro, pur manifestando degli elementi positivi e intriganti, non mi ha convinto del tutto.

Giudizio da 0 a 5: 3
Consigliato a chi: ha amato "Cime tempestose", ama le storie di fantasmi, cerca una lettura leggera e veloce.
Potresti leggere anche: "Chi è Mara Dyer" di Michelle Hodkin.
Curiosità: Desy ha anche un blog e un sito internet. Alla voce "progetti in corso" c'è scritto solo "Prossimamente"... Avverbio sibillino che promette tutto e niente.

lunedì 10 settembre 2012

Red Love di Kady Cross

Londra, 1897. Un uomo, conosciuto come il Meccanico, è il regista occulto di una serie di strani crimini commessi da macchine. Griffin King, il Duca di Greythorne, è determinato a scoprire la sua identità e a sventare i suoi piani con l'aiuto degli amici Sam, Emily e Jasper. Ma il Duca decide di rivolgersi anche a Finley Jayne, una ragazza con un lato oscuro e in possesso di una forza fisica soprannaturale. Finley è speciale, ma non tutti, all'interno del gruppo al quale si è unita, sono pronti ad accettarla. Quando finalmente le intenzioni del Meccanico saranno più chiare, il Duca e Finley riusciranno a fermarlo prima che sia troppo tardi? 

Ho comprato questo libro dopo aver letto in rete la bellissima recensione di Mr. Ink che in verità sconsigliava la lettura del romanzo, ma per una serie di motivazioni che viceversa avevano attirato la mia attenzione. 
Red Love, voglio dirlo subito, non mi ha convinto. L'idea di base è interessante, ma diverse scelte narrative mi sono sembrate davvero fuori luogo e l'impianto del libro ha delle grandi mancanze. Ma andiamo con ordine. Gli ingredienti interessanti sono: un'ambientazione particolare, Londra di fine Ottocento, fumosa e caotica, ma resa più originale da una serie di invenzioni macchinose (automi, una polizia da libro distopico, mezzi di trasporto a metà tra l'antico e il futuribile); il connubio tra la letteratura "eroica" dei fumetti d'avventura e di fantascienza, il paranormal romance e i romanzoni d'avventura a puntate dell'Ottocento che dà vita a uno steampunk barocco; una protagonista-eroina nel vero senso della parola, originale e stravagante.
Tutto questo però si regge (male) su personaggi di contorno poco approfonditi, una trama esile esile e mal introdotta, e delle invenzioni letterarie assurde. A tal proposito capisco la licenza immaginativa, ma non si può usare il telegrafo come il cellulare, la magia dell'etere come il web e dare vita a delle biciclette a vapore che assomigliano tremendamente ai nostri scooter! Mi è sembrata più una necessità dell'autrice di introdurre degli elementi che le facilitassero il compito (e al contempo le lasciassero libertà di contaminare a piacere il periodo) più che il desiderio di inventare "oggetti" nuovi!
Insomma il libro si legge anche velocemente, ma scricchiola da tutte le parti. 

Giudizio da 0 a 5: 3.
Consigliato a chi: ama i fumetti d'azione e cerca una protagonista originale.
Potresti leggere anche: Sunshine di Robin McInley.
Curiosità: Kady Cross è uno dei tre pseudonimi (oltre a Kate Cross e Kate Locke), dell'autrice che ha già scritto altri paranormal e historical romance come Kathryn Smith.


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