lunedì 25 giugno 2012

LA VIAGGIATRICE DI O di Elena Cabiati

La piccola mansarda nel centro di Torino è il suo regno, il suo rifugio, il luogo dov'è più vivo il ricordo dei genitori, banditi dal mondo di O proprio a causa sua. Perché Gala è destinata a diventare una delle streghe più potenti vissute da almeno due millenni ed è al centro di una lotta segreta tra la magia bianca e la magia nera. Lei infatti è in grado di volare, viaggiare nel tempo, trasformarsi, prevedere il futuro... insomma, grazie ai suoi poteri, può affrontare qualsiasi missione le venga affidata dalla sede del Direttivo dei Viaggianti. Come tutti i "ragazzi prodigio", tuttavia, Gala è allergica alle regole e ha sempre fatto di testa sua. Ma l'ultima volta l'ha combinata davvero grossa e, per evitare l'espulsione definitiva dall'Ordine dei Viaggianti, ora deve scegliere un tutor che la guidi e le insegni a usare correttamente la magia. Il burbero e severo Kundo diventa così il suo fido maestro e la accompagna in una nuova missione: recarsi nella Venezia del 1756 per salvare un preziosissimo manoscritto dall'incendio che distruggerà la Scuola Grande di San Rocco. Un compito piuttosto semplice, per una come Gala. Ma, ben presto, Kundo intuisce che c'è qualcosa che non va: le persone che dovrebbero essere loro alleate si rifiutano di aiutarli e la città è infestata di negromanti. Inoltre gli adepti della magia nera sembrano molto più interessati a Gala e al mistero della sua nascita che all'enigmatico libro magico... 

Ho comprato questo libro dopo mille reticenze. Avevo letto qualche riga in internet e mi aveva intrigato. Poi però ho visto la copertina (peraltro illustrata da un illustratore bravissimo per il fantasy, Paolo Barbieri, autore delle cover di Licia Troisi ecc.) e ho provato subito un moto di repulsione (non amo le copertine smaccatamente fantasy). E la fascetta gialla che annunciava la nascita della nuova stella del fantasy italiano non aiutava di certo.
Ad ogni modo ho dato valore alla scrittura, che invece mi aveva colpito. Mi sono detta che probabilmente era stato solo "confezionato" male, che dovevo dare al romanzo una chance.
Così l'ho comprato. E, leggendolo, mi sono accorta quasi subito, ahimé, che non è un libro per me.
I motivi sono due, e potrebbero essere gli stessi motivi per cui a un'altra persona il libro potrebbe piacere.

a) il mondo di Galatea (la protagonista del libro) è troppo fantasy. Siamo proprio in un'altra dimensione - anche se convive sulla Terra - con regole precise e poteri particolari.

b) il libro e i suoi protagonisti sono smaccatamente per ragazzi, anche le avventure e i colpi di scena hanno proprio un taglio young forte. In questo genere succede spesso che i libri nascano a metà: dei crossover che piacciono ad adulti e ragazzi, come la trilogia di Kerstin Gier, oppure la saga di Shadowhunters. Questo libro non è però così. Lo sto leggendo la sera a mio figlio di 8 anni e gli sta piacendo moltissimo. Ovviamente non capisce tutto (va bene libro per ragazzi, ma non per bambini! l'età giusta credo si collochi dai 10 anni in su) però si è appassionato.

La scrittura di Elena Cabiati è buona, scivola fluida, è piacevole. L'ambientazione tra Torino (città magica per eccellenza) e Venezia è suggestiva e regala stimoli nuovi (alchimisti, Casanova...). Ma non mi raggiunge a causa del target d'età. Pazienza.

Giudizio da 0 a 5: 3 (perché non è un brutto libro, e non è neppure scritto male, ma non è sicuramente leggibile - e godibile - da una trentenne)
Consigliato a chi: ama i fantasy puri, le storie di magie, e ha meno di 20 anni.
Curiosità: l'autrice ama studiare i simboli dell'arte e il loro significato esoterico e riversa questa sua conoscenza nel libro.

lunedì 18 giugno 2012

CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO di E. L. James

Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di ventun anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest'uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita a uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest'uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con se stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall'ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili... Nello scoprire l'animo enigmatico di Grey, Ana conoscerà per la prima volta i suoi più segreti desideri. Tensione erotica travolgente, sensazioni forti, ma anche amore romantico, sono gli ingredienti che E. L. James ha saputo amalgamare osando scoprire il lato oscuro della passione, senza porsi alcun tabù.

Complice un weekend a Siena mi sono presa una pausa dal librone di Stephen King che sto leggendo e ho alleggerito (in tutti i sensi) la valigia con un librettino che mi incuriosiva. Niente a che vedere qui con vampiri o demoni o angeli cattivi: l'oscurità del libro proviene da altri mondi, del tutto normali, anche se un po' strani, e completamente terreni. Il libro in questione è arrivato in Italia anticipato da un grande clamore all'estero. Grazie al passaparola infatti ha venduto un'enormità. Vediamo di analizzarne i motivi.

a) mette a nudo tutto un mondo legato a un tipo di sessualità che raramente ha raggiunto la carta stampata;

b) ha un protagonista misterioso, intrigate e bellissimo che potrebbe benissimo stare in un dark fantasy;

c) è fluido, con un buon ritmo narrativo;

d) ha un titolo azzeccato, una copertina divertente (per il tema che tratta) e un prezzo furbo perché accattivante...

Ma veniamo al mio commento.

lunedì 4 giugno 2012

La chimera di Praga di Laini Taylor

Karou ha 17 anni, è una studentessa d'arte e per le strade di Praga, la città in cui vive, non passa inosservata: i suoi capelli sono di un naturale blu elettrico, la sua pelle è ricoperta da un'intricata filigrana di tatuaggi, parla più di venti lingue e riempie il suo album da disegno di assurde storie di mostri. Spesso scompare per giorni, ma nessuno sospetta che quelle assenze nascondano un oscuro segreto. Figlia adottiva di Sulphurus, il demone chimera, la ragazza attraversa porte magiche disseminate per il mondo per scovare i macabri ingredienti dei riti di Sulphurus: i denti di ogni razza umana e animale. Ma quando Karou scorge il nero marchio di una mano impresso su una di quelle porte, comprende che qualcosa di enorme e pericoloso sta accadendo e che tutto il suo universo, scisso tra l'esistenza umana e quella tra le chimere, è minacciato. Ciò che si sta scatenando è il culmine di una guerra millenaria tra gli angeli, esseri perfetti ma senz'anima, e le chimere, creature orride e grottesche solo nell'aspetto esteriore; è il conflitto tra le figure principi del mito cristiano e quelle dell'immaginario pagano. Nel disperato tentativo di aiutare la sua "famiglia" Karou si scontra con la terribile bellezza di Akiva, il serafino che per amore le risparmierà la vita. 

Finire un libro e non sapere se mi è piaciuto oppure no. Non mi è mai capitato. Forse non è una buona cosa. Vediamo se, ragionandoci a video, mi viene un'idea più precisa.
"La chimera di Praga" non è stata una scelta. La copertina allucinante mi aveva allontanato dal libro, e le frasi promozionali sulla quarta non avevano aggiunto alcun argomento in favore dell'acquisto, anzi. Avevano reso l'informazione sul contenuto ancora più torbida. Poi ho dovuto fare un cambio: avevo comprato di nuovo "Matched" di Ally Condie, ingannata dalla nuova (e furba) copertina nera, pensando che fosse il seguito (e invece era solo rivestito a festa nella speranza di vendere ancora qualche copia - tra l'altro, il libro merita davvero, è un peccato che non sia andato granché bene). Il ragazzo che siedeva in cassa allo stand Fazi al Salone del Libro di Torino mi ha suggerito di prendere "La chimera" al suo posto. Il tono cospiratorio sembrava sincero e lo scaffale urban fantasy non aveva altro di interessante da propormi. Così ho accettato lo scambio.
Ho cominciato la lettura non aspettandomi comunque grandi cose ma devo dire che le prime pagine invece sono partite proprio bene. Buona scrittura, idee non banali, un'ambientazione diversa dal solito e molto accurata, una protagonista abbastanza originale e lontana dai soliti cliché (i capelli blu, la sensibilità artistica, il fidanzato strano...).
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