mercoledì 23 novembre 2011

SHADOWHUNTERS - LA CITTA' DEGLI ANGELI CADUTI di Cassandra Clare


La guerra è conclusa e Clary è tornata a New York, intenzionata a diventare una Cacciatrice di demoni a tutti gli effetti. E finalmente può dire al mondo che Jace è il suo ragazzo. Ma ogni cosa ha un prezzo. C'è qualcuno che si diverte a uccidere gli Shadowhunters, e ciò causa fra Nascosti e Cacciatori tensioni che potrebbero portare a una seconda, sanguinosa guerra. Simon, il migliore amico di Clary, non può aiutarla. Sua madre ha scoperto che è un vampiro e lui non ha più una casa. E come se non bastasse, esce con due ragazze bellissime e pericolose, nessuna delle quali sa dell'altra. Quando anche Jace si allontana senza darle spiegazioni, Clary si trova costretta a penetrare nel cuore di un mistero che teme di svelare fino in fondo: forse è stata lei a mettere in moto la terribile catena di eventi che potrebbe farle perdere tutto ciò che ama. Jace compreso. Amore. Sangue. Tradimento. Vendetta. La posta in gioco non è mai stata così alta per gli Shadowhunters... 

Caspita. Faccio un bel respiro e chiudo l'ultimo "Shadowhunters - La città degli angeli caduti" di Cassandra Clare. Un gran bel libro che si legge d'un fiato, con dialoghi sempre convincenti, momenti d'azione al cardiopalma, parentesi riflessivo/descrittive mai banali e mai buttate lì come riempitivi.
Insomma, un vero libro, di quelli che emozionano e fanno pensare e ripensare. Non un capolavoro della letteratura, intendiamoci, ma uno di quei libri che sei contento di aver letto e che ti hanno divertito. Uno dei presupposti che la narrativa - soprattutto di genere - dovrebbe sempre avere.
E' veramente eccezionale come al quinto libro della saga (e con la lettura alle spalle del primo del prequel "Shadowhunters. Le origini. L'angelo" di cui ho già scritto in questa sede), l'autrice riesca a mantenere sempre alta la qualità e l'energia che traspare dalle sue storie. Non sono solo ben scritte, sono piene di nuove idee, di svirgolamenti della trama come fili di una tela di ragno. Tutto sta in piedi e sembra autoalimentarsi, ma solo chi ha scritto l'opera sa quanto lavoro c'è dietro questa costruzione così fluida e ben congegnata.

martedì 15 novembre 2011

LUCE di Elena P. Melodia


 My Land: un mondo parallelo al nostro, costituito interamente d'acqua. Un'acqua cristallina eppure malsana, increspata dalla corrente di dolore delle anime che popolano questa dimensione in attesa di incarnarsi e prendere possesso di un corpo umano. Sono le anime dei Mai Nati, avvinte - come figli succubi di un padre malvagio - all'autorità del loro signore, il Leviatano. Da questo mondo viene Alma: diciassette anni, e una bellezza fredda come il ghiaccio che riflette la sua incapacità di provare qualunque emozione. I timori, i battiti del cuore, gli amori brevi come fiammate dei suoi coetanei sono infatti preclusi a una Mai Nata. Il cammino di Alma per prendere coscienza della sua natura, acquisire la capacità di amare e la semplice possibilità di gioire o soffrire come tutti è lungo e sofferto. Percorrerlo significa avviare una lotta senza quartiere contro il Leviatano e i suoi sicari, i Master, cacciatori implacabili dei Mai Nati che hanno osato ribellarsi, responsabili di una serie di orribili omicidi che da tempo stanno insanguinando la città e che Alma ha la misteriosa capacità di prevedere. Sola, sempre più accerchiata da una forza malefica e soprannaturale, Alma troverà l'alleato più fedele in Adam, nella normalità e nel coraggio di un semplice compagno di scuola da sempre innamorato di lei.

Terzo e ultimo capitolo della saga YA "My Land" della Fazi firmata da Elena P. Melodia. Nel primo libro (Buio) Elena ci ha avvicinato lentamente a questo mondo strano, parallelo, di My Land. La protagonista, Alma, sa poco di sé ma è terrorizzata perché ogni sera sogna assassinii che poi si avverano. In più lei, algida, distante dalle emozioni e dai sentimenti, prova un'inspiegabile attrazione verso Morgan, un ragazzo dagli inquietanti occhi viola misterioso e stravagante.
Nel secondo libro (Ombra) Elena ci ha spiegato le ragioni per cui Alma è così (algida, distante...) e ci ha raccontato bene chi è Morgan e cos'è e come funziona My Land (non scendo nei dettagli per non spoilerare).
Nel terzo libro (Luce) la lotta contro il male si trasforma in una serie di battaglie che sembra non finire mai, My Land diventa sempre più familiare e così la sua "anima" letale, il burattinaio che muove i fili dei Mai Nati, il Leviatano, e la fine di tutto è una non fine, lungo il tragitto verso una pace e un futuro possibile.

Allora, andiamo per ordine. Il primo libro di Elena (Buio), che ho letto ormai più di due anni fa, mi aveva entusiasmato. Elena ha una scrittura infatti molto moderna, ben cadenzata, con un ritmo veloce e uno stile secco, grintoso. Nel libro si delineava appena una situazione, il tutto era un fumoso e un po' troppo sospeso per i miei gusti - sono dell'idea che ciascun libro di una trilogia dovrebbe avere un inizio e una fine ben delineati e accontentare un po' la voglia del 'gran finale' presente in tutti i lettori. Però nella sostanza mi era piaciuto ed ero ansiosa di leggere il secondo per capirci un po' di più.

Secondo libro: (Ombra): coinvolgente, appassionante. Un aumentare della tensione pagina su pagina fino ad arrivare allo svelamento del mistero, la vera natura di Alma e di My Land. Ottima conclusione anche, sospesa ma sufficientemente drammatica da appagare il lettore. Il libro più bello della saga.

Terzo libro: inizio lento, in sordina. Poi un po' di azione movimenta il tutto ma non è sufficiente a creare quello stato di suspence che aveva permeato il secondo libro né il senso del mistero che aveva caratterizzato il primo. Alma fa delle cose - qui non posso scendere in dettagli per non spoilerare, mi dispiace - che non stanno davvero in piedi, i personaggi non sono ben delineati, si creano situazioni assurde (come quando Alma si introduce a casa di una vittima dei Mai Nati e si ferisce alla gamba per poi fasciarsi da sola - perché sua madre fa l'infermiera...). E vogliamo parlare del finale?
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