lunedì 29 agosto 2011

Radiant Shadow. Sublime oscurità

Le più grandi passioni amorose sono da sempre condannate ad affrontare ostacoli insormontabili e quindi destinate a difficoltà di ogni genere prima di poter trovare compimento. Eppure conoscere i conflitti che impediscono l'amore tra Ani e Devlin significa addentrarsi in un mondo ancora più misterioso e oscuro. Qui l'universo del piccolo popolo, così lontano dagli idilliaci folletti cui ci hanno abituato le fiabe, è governato da regine bellissime e spietate per le quali sedurre o uccidere sono strumenti per uno stesso scopo: dominare. Ecco un intreccio di segreti che serpeggia tra la nostra realtà e una dimensione fantastica in cui l'alternanza tra il giorno e la notte è il frutto dei desideri di un'unica persona, ecco come il capriccio delle fate fa sì che piante solitamente prive di spine possano d'un tratto diventare rovi e graffiare. Ed è qui che la passione amorosa tra Ani e Devlin, tra una ragazza incantevole e ribelle, per metà mortale e per metà essere fatato, e il sicario dell'Alta Corte, sboccerà. Perché i due sono indissolubilmente legati da un destino che li rende allo stesso tempo minaccia e protezione l'uno per l'altra. Ani e Devlin, il cui primo bacio segnerà l'inizio di una catena di avvenimenti di inimmaginabile portata...


Dopo aver letto Virginia De Winter passare a Melissa Marr (nella foto) in effetti è scendere da un gradino. Troppo complessa, lirica, ma al contempo bravissima nelle azioni la De Winter. Difficile trovare un'autrice (o un autore) come lei nel panorama dei dark fantasy. Però la Marr non è mica da buttare, anzi. Avevo letto gli altri tre volumi della serie fatata uno dietro l'altro, incuriosita da questa novità della saga non-saga, ovvero dall'idea originale di dedicare ogni libro a un personaggio diverso. Così l'effetto puntata è un po' sfumato, ogni libro è fine a se stesso, ma si mantiene in qualche modo il legame alle serie...
Melissa scrive bene, anche se non tocca mai livelli eccelsi, e anche questo quarto libro non fa difetto, però forse il limite del Young Adult non le si addice. Questi personaggi fatati, quasi tutti borderline, mai buoni o cattivi, in chiaroscuro, avrebbero bisogno di più malvagità, di più violenza e di un po' più di sesso per diventare più realistici e intensi. E anche le loro storie ne guadagnerebbero.

giovedì 18 agosto 2011

BLACK FRIARS - L'ORDINE DELLA CHIAVE di Virginia De Winter


Axel Vandemberg, giovane crede al trono del regno più importante del Vecchio Continente, farebbe qualsiasi cosa per amore, anche picchiare uno dei suoi migliori amici. Imprigionato nel carcere degli studenti per una rissa, il suo unico, struggente pensiero è dedicato a Eloise Weiss, la ragazza cui ha consacrato la vita fin dall'infanzia. Axel non sa che il suo mondo sta per essere sconvolto dal fatale incontro con Belladore de Lanchale, una cortigiana dal fascino oscuro che ben presto imprigiona il ragazzo in una trama fitta di bugie e ricatti. Mentre Axel lotta contro la seduzione del male, la città pare farsi specchio dei suoi tormenti, trasformandosi in uno scenario di efferati delitti. Protetto dalla notte, tra i vicoli non ancora illuminati dalla luce a gas di una città ammantata di atmosfere gotiche, un assassino inafferrabile uccide giovani umane e bellissime vampire. Unica traccia utile alla Magistratura incaricata delle indagini è il macabro e accurato gioco dell'omicida, che ricompone i corpi delle vittime ispirandosi a celebri fiabe: Raperonzolo strangolata dalle sue lunghe trecce, la Bella Addormentata dilaniata dal morso del principe. Biancaneve avvelenata dalla mela... 

Era da tempo che non leggevo un libro così bello. Trascinante, romantico, gotico, thriller, dark fantasy... Tutto insieme. Al contrario del primo volume "Black Friars - L'Ordine della spada", che aveva ahimé dei problemi di cali di ritmo e di scrittura troppo barocca, il secondo (in realtà il prequel della storia), è perfetto. La scrittura è chirurgica, senza sbavature, quel tipo di scrittura che mentre leggi dimentichi, come se fosse una finestra direttamente aperta sulla storia, per poi ritrovare solo qualche volta, per incorniciare meglio - con frasi davvero ben cesellate - la vicenda narrata.

mercoledì 10 agosto 2011

L'ERETICO - Trilogia di Magdeberg


Tenebre. Non esiste altro nella Germania dell'anno Domini 1630. Carestia, morte, pestilenza provocate da una guerra che sembra eterna. Ma nemmeno questo bagno di sangue ferma Reinhardt Heinrich von Dekken, Principe di Turingia, uno dei nobili cattolici più potenti e temuti del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica. Quello di Reinhardt, uomo nel cui passato grava un incubo che rifiuta di dissiparsi, è un disegno di potere destinato a sconfiggere il tempo. Nel perseguirlo, Reinhardt non ha esitazioni. Eppure, come in una profezia dell'Apocalisse, il suo destino è inesorabilmente legato a quello di un guerriero senza nome, enigmatico e letale: un eretico in nero che di Reinhardt sembra l'antitesi assoluta. 

Comiciamo dall'inizio. La scrittura di Alan Altieri mi era già nota, in un certo senso, per averla "assaggiata" in un'antologia simil horror di più di un decennio fa ormai, edita da Mondadori. Il racconto di Altieri, se non erro dedicato a uno spaventapasseri, mi era piaciuto a tal punto da restarmi particolarmente impresso il suo nome. Che poi ho ritrovato prima in un post su internet in cui si annunciava che avrebbe diretto la nuova collana (che però mai ho visto in libreria) "Dark Love" della Mondadori e poi sugli scaffali della libreria dove cappeggiava con un libro Tea in edizione economica che ha attirato la mia attenzione: "L'eretico" appunto, della Trilogia di Magdeburg. Come al solito prima di acquistarlo mi sono letta tutti gli apparati e quasi tutta la prima pagina. Ero indecisa: la scrittura mi sembrava ottima, l'ambientazione mi intrigava (da sempre sono un'appassionata del periodo della Guerra dei Trent'anni.) ma una frase in copertina a mo' di strillo che richiamava il romanzo storico mi inquietava non poco. Non amo infatti il genere e temevo potesse esserlo.

mercoledì 3 agosto 2011

SUL MIO COMODINO

Mentre finisco Magdeburg - L'eretico, vi tengo aggiornati su quello che ho acquistato in questi giorni e che attende di essere letto.


Black Friars - L'Ordine della chiave, di Virginia De Winter, Fazi Lain
...ancora un prequel. Mi è piaciuto abbastanza il primo libro della De Winter, conosciuta in rete per le sue "cover" di Harry Potter e finalmente cimentatasi con un libro tutto suo. Black Friars, L'Ordine della spada mi aveva convinto al 70%: troppe pagine sprecate, troppo ruffiano in alcuni punti (soprattutto gli episodi che scatenavano la gelosia di Axel, insistiti fino allo sfinimento dall'autrice che, evidentemente, o li riteneva commercialmente validi oppure aveva un suo particolare divertimento nello scriverli), con un finale un po' buttato lì e troppo ambiguo e un mondo fantastico non troppo ben definito. MA - e la maiuscola è doverosa - per il resto il libro era scritto molto bene, con episodi d'azione ben raccontati, i personaggi approfonditi ecc. ecc. Insomma, ho chiuso il primo volume non pienamente soddisfatta ma contenta di aver conosciuto un'autrice italiana brava e dalla grande potenzialità. Diciamo che mi aspettavo molto da lei. Ma... perché un prequel!!! Non si può scrivere il prequel dopo aver pubblicato SOLO UN LIBRO della serie... Dico! Mi viene da pensare che, probabilmente, il primo volume è stato tagliato da questo, sorta di costola che forse meritava di più, e, visto il successo della prima pubblicazione, si è deciso di anticipare i tempi pubblicando quello che c'era di disponibile: le prime pagine, il prequel. Leggerò e vi farò sapere...


I primi tre sono proprio belli (Wicked Lovely, Fragile Eternity e Ink Exchange). Originale anche l'idea di una saga-non saga, ovvero di dedicare ogni libro a un personaggio-protagonista diverso. Crea meno dipendenza, certo, ma consente più libertà (ed entusiasmo, sicuramente) all'autrice. Ero incerta se leggere o meno questo terzo ma la Marr scrive proprio bene quindi perché lasciarlo in libreria?









Ne parlano tutti, grandi recensioni, una frase di Stephen King che invita caldamente a leggerlo? E chi sono io per disobbedire al grande RE? E leggiamolo. Di suo ha una copertina strepitosa e una mole notevole (che per me è una benedizione: se il libro buono signfica a. ammortizzare la spesa b. godere di più della lettura). Vi saprò dire.
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